PM2.5 A MILANO NEL TEMPO DEL COVID-19

 

La conformazione geografica della Valpadana unitamente al suo vasto inurbamento, all’intenso traffico su gomma che la percorre ed alla concentrazione di attività economiche nelle regioni settentrionali, producono l’inquinamento atmosferico più grave in Europa, superiore a quello della regione della Rhur.

Tra le sostanze volatili disperse nell’aria padana, quelle direttamente nocive per la salute umana sono soprattutto gli ossidi d’azoto e il particolato ultrafine “particulate matter” noto con la sigla PM, seguito da un numero (10, 5, 2.5) che ne indica il diametro in micron (1 micron [µm] = un millesimo di mm). La particella PM è costituita da un nucleo di carbonio capace di attrarre dall’atmosfera circostante tracce di metalli pesanti (ad esempio il cadmio), solfati, nitrati, idrocarburi aromatici policiclici, ammonio, tossine e virus.

Le fonti antropiche del PM atmosferico sono sintetizzate nella seguente figura, frutto del lavoro dell’agenzia europea per l’ambiente. In particolare va tenuta presente anche l’emissione di sostanze tossiche, nel corso del 2019, dovuta al mezzo centinaio di incendi dolosi di depositi di rifiuti attorno a Milano.

Per descrivere correttamente la nefasta azione del PM sul nostro organismo, conviene limitare l’attenzione nello spazio – alla provincia di Milano – nel tempo (semestre dal 1° settembre 2019 al 29 marzo 2020) e nelle dimensioni del PM.

Dimensionalmente, significa che per valutare il rischio tossicologico del PM, pare più adeguato restringere l’osservazione al solo PM2.5. L’ultra-fine pulviscolo aereo con diametro ≤ 2.5  μm – infatti –presenta da una maggior capacità rispetto al PM10 (del diametro ≤ 10 μm), di inglobare sostanze tossiche aeree e di raggiungere gli alveoli polmonari, ove l’ossigeno inalato va a scambiarsi con l’anidride carbonica proveniente dagli organi del corpo.

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EMISSIONS TRADING SCHEME CENSURA LE SOSTANZE TOSSICHE IN ATMOSFERA

L’EU-ETS (European Union Emissions Trading Scheme) è il più grande sistema finanziario al mondo per vendere e acquistare quote di emissione di gas ad effetto serra, attraverso piattaforme d’asta gestite in due borse: all’EEX (European Energy Exchange) di Lipsia e all’ICE (International Futures Europe) di Londra.

Facendo un confronto, il Governo di Pechino ha dato avvio ad un proprio ETS nazionale solo nel dicembre 2017, mentre il Governo elvetico entrerà tra poco nell’EU-ETS.

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SERRA’s BUSINESS

dott. Luciano Sabolla

L’inquinamento atmosferico viene affrontato nel mondo occidentale quasi esclusivamente in termini di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, principalmente dell’anidride carbonica (CO2), attraverso lo sviluppo di un mercato per lo scambio delle quote di emissione sviluppato dagli USA e dalla UE in seguito agli accordi sottoscritti alle COP (Conference of Parties) o Conferenze sul clima, allo scopo di decarbonizzare l’economia globale cioè di ridurre in tutto il mondo le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo. Questo perché molti scienziati (non tutti) addebitano alla CO2 antropica la responsabilità del progressivo riscaldamento della Terra. In realtà la CO2 prodotta dalle attività economiche umane rappresenta meno dell’1% di tutta la CO2 presente attorno al Globo.

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Qualità dell’aria a MILANO. Aggiornamento

dott. Luciano Sabolla

La mappa sopra esposta, tratta dal sito web dell’ARPA Lombardia, è relativa al 22/12/2017 (http://www.arpalombardia.it/sites/QAria/_layouts/15/QAria/IModelli.aspx) e traduce con diversi colori il nuovo indice sintetico della qualità dell’aria, recentemente introdotto dall’agenzia europea per l’ambiente, basato sulle misurazioni provenienti dalla rete di stazioni di monitoraggio fisse. L’indice esprime in un unico parametro la concentrazione di cinque sostanze volatili killer, che nuocciono direttamente alla salute: il particolato (PM2.5 e PM10), l’ozono troposferico (O3), il biossido di azoto (NO2) e il biossido di zolfo (SO2).

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E’ POSSIBILE INQUINARE ANCORA GRAZIE ALLA NUOVA DIRETTIVA UE SULLA QUALITÀ DELL’ARIA

Autori

Il 30 novembre 2016 il Parlamento europeo ha abrogato la direttiva del 2001 n° 81 che fissava i limiti massimi, in valori assoluti, delle emissioni annue di biossido di zolfo (SO2), ossidi d’azoto (NOX), composti organici volatili non metanici (COVNM) e ammoniaca (NH3).

Essa viene sostituita da una nuova direttiva chiamata National Emission Ceilings (NEC), che consente di mantenere invariati i valori presentati nell’anno 2010, fino al 2019 compreso. Dal 2020 al 2029 i limiti nazionali di tali sostanze rilasciate in atmosfera non verranno più calcolati in valori assoluti, ma relativi, prendendo come riferimento le emissioni registrate nel 2005, abbattute per l’Italia del 40% per il biossido di azoto (NO2), del 5% per l’ammoniaca, del 35% per i COVNM e del 10% per il PM2.5 il particolato ultra fine sospeso nell’aria con diametro non superiore a 2.5 micron.

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