IL MOTORE DIESEL PRINCIPALE CAUSA DI MORTI PREMATURE

dott. Luciano Sabolla

Con l’arrivo dei primi freddi iniziano ad accumularsi nell’atmosfera del bacino padano-veneto pericolosi inquinanti prodotti dal traffico su gomma, principalmente rappresentati dagli ossidi d’azoto (NOx) e dal fine pulviscolo in sospensione chiamato PM (particulate matter), da anni riconosciuto come sicuramente cancerogeno.

Ormai tutti gli scienziati impegnati sulla qualità dell’aria sanno che il primato di morti premature da inquinamento aereo in Europa è detenuto dalla popolazione che vive nel bacino padano-veneto. L’ultima pubblicazione dal titolo “Impact of excess NOx emissions from diesel cars on air quality, public health and eutrophication in Europe” (Environmental Research Letters 12: e094017) riporta infatti la mappa di cui sopra. E’ evidente ormai a tutti dove si concentrano maggiormente in Europa i veleni atmosferici. “This reflects the very adverse pollution situation, particularly in highly populated Northern Italy”, dice il capo-ricerca Jan Eiof Jonson del Norwegian Meteorological Institute.

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Inquinamento atmosferico a Milano

Dott. Luciano Sabolla

Alle porte dell’inverno è arrivato il momento di informarci sull’andamento delle concentrazioni delle sostanze tossiche e cancerogene presenti nell’aria nella città metropolitana di Milano, confrontando i dati del rapporto ARPA sulla qualità dell’aria dell’anno 2015 rispetto al 2014.

Complessivamente nel 2015 sono state emesse in atmosfera 710 tonnellate in più di ossidi d’azoto (NOx) rispetto all’anno precedente (+ 4.7%), 23 ton in più di particolato fine (PM10) e 17 ton in più di particolato ultra fine (PM2.5), eccessi tutti esclusivamente legati al traffico su strada cioè ai motori diesel ed in minor misura ai propulsori a benzina. Le fonti lombarde di inquinamento diverse dal traffico auto veicolare confermano la stazionarietà delle proprie emissioni in atmosfera, anno su anno.

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INQUINAMENTO AEREO DA AUTOVEICOLI A MILANO

Dott. Luciano Sabolla

La comunicazione sull’inquinamento dell’aria acquista maggior chiarezza considerando solo la sua causa più rilevante ossia il trasporto su strada: l’Italia è il paese con il più elevato tasso di motorizzazione della UE, quasi 80 autoveicoli per 100 abitanti. Per evitare il più possibile la confusione nell’interpretazione dei dati è necessario che l’analisi sia ristretta ad un periodo temporale, nel nostro caso l’anno 2014, anno cui si riferisce l’ultimo rapporto pubblicato dall’ARPA Lombardia e ad un solo territorio: nel presente articolo è stato scelto quello di Milano e Provincia perché provvisto del più efficiente sistema di rilevazione del paese (per densità di centraline e loro aggiornamento tecnologico). Date queste delimitazioni la presente nota tratterà delle tre sostanze aerocontaminanti da traffico autoveicolare più preoccupanti per la salute pubblica.

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MOTORI E SALUTE: LE POLVERI ULTRASOTTILI

dott. Luciano Sabolla

Già abbiamo identificato su queste pagine, tra gli inquinanti atmosferici prodotti dai motori termici, le polveri sottili note sotto l’acronimo PM (particulate matter) seguito da un numero (10, 5, 2.5) che ne indica il diametro in micron (1 micron [µ] = millesimo di mm). Il PM rappresenta il più grande rischio tossicologico di massa per l’apparato respiratorio. I polmoni infatti dispongono della più ampia superficie epiteliale nell’organismo suscettibile di un impatto diretto con i costituenti atmosferici.

Per studiare il meccanismo con cui il particolato aereo inalato produce malattie nel sistema respiratorio è stato creato 22 anni fa il grafico qui esposto. Esso riporta la deposizione frazionata nei vari distretti polmonari delle polveri sottili che respiriamo, in funzione del loro diametro indicato in ascisse.

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