EMISSIONS TRADING SCHEME CENSURA LE SOSTANZE TOSSICHE IN ATMOSFERA

L’EU-ETS (European Union Emissions Trading Scheme) è il più grande sistema finanziario al mondo per vendere e acquistare quote di emissione di gas ad effetto serra, attraverso piattaforme d’asta gestite in due borse: all’EEX (European Energy Exchange) di Lipsia e all’ICE (International Futures Europe) di Londra.

Facendo un confronto, il Governo di Pechino ha dato avvio ad un proprio ETS nazionale solo nel dicembre 2017, mentre il Governo elvetico entrerà tra poco nell’EU-ETS.

continua a leggere..

Annunci

SERRA’s BUSINESS

dott. Luciano Sabolla

L’inquinamento atmosferico viene affrontato nel mondo occidentale quasi esclusivamente in termini di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, principalmente dell’anidride carbonica (CO2), attraverso lo sviluppo di un mercato per lo scambio delle quote di emissione sviluppato dagli USA e dalla UE in seguito agli accordi sottoscritti alle COP (Conference of Parties) o Conferenze sul clima, allo scopo di decarbonizzare l’economia globale cioè di ridurre in tutto il mondo le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo. Questo perché molti scienziati (non tutti) addebitano alla CO2 antropica la responsabilità del progressivo riscaldamento della Terra. In realtà la CO2 prodotta dalle attività economiche umane rappresenta meno dell’1% di tutta la CO2 presente attorno al Globo.

continua a leggere..

INALAZIONE DI OZONO – DANNI PER LA SALUTE

Dott. Luciano Sabolla

I limiti di legge della concentrazione dell’ozono (O3) rimangono fissati per l’Europa in 120 mcg/m3 di aria atmosferica (valore obiettivo), da non superarsi per più di 25 volte all’anno.

Sulla mappa della qualità dell’aria pubblicata quotidianamente sul web dall’agenzia regionale della Regione Lombardia, (ARPA), http://www2.arpalombardia.it/sites/QAria/_layouts/15/QAria/IDati.aspx?v=2, vengono evidenziati i segnaluoghi che indicano l’ubicazione delle centraline fisse di rilevamento degli inquinanti atmosferici su tutto il territorio lombardo. Il loro colore fornisce un’idea semiquantitativa della concentrazione dell’inquinante prescelto in quella determinata sede.

foto 1

continua a leggere..

L’OZONO E I SUOI PRECURSORI

dott. Luciano Sabolla

Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (European Environment Agency = EEA) la mortalità registrata in Italia nell’anno 2013 come conseguenza dell’esposizione atmosferica all’ozono è stata la più elevata tra tutti i 41 Paesi europei: 3.380 decessi in valore assoluto.

Se rapportiamo questa drammatica riduzione della speranza di vita al numero degli abitanti, nel nostro Paese registriamo 61 morti ogni 100 mila abitanti, alla pari col Kosovo, secondi solo al Principato di Monaco (62), al Montenegro (64) e alla Grecia, che registra 78 morti/100 mila abitanti.

Questo triste primato italiano non può essere spiegato unicamente con le ondate di calore estivo perché, ad esempio, la Spagna presenta solo 43 morti per 100 mila abitanti, pur avendo estati torride come le nostre.

La risposta deve allora prendere in considerazione anche l’eccesso di precursori atmosferici dell’ozono, tenendo presente che l’O3 si forma per azione della radiazione solare su numerosi precursori aerei: il biossido d’azoto (NO2), i composti organici volatili non metanici (COVNM), il metano (CH4) e il monossido di carbonio (CO).

continua a leggere..

OZONO

dott. Luciano Sabolla

Consultando la mappa quotidiana degli inquinanti atmosferici dell’ARPA Lombardia http://www2.arpalombardia.it/sites/QAria/_layouts/15/QAria/IDati.aspx?v=2, almeno settimanalmente -il sistema riporta i dati solo degli ultimi dieci giorni- vediamo che dall’inizio del mese di giugno il problema principale per la zona centrale della pianura padana, praticamente l’unico, è l’ozono (O3), inquinante tuttora critico in quanto amplificatore dell’effetto serra e protagonista del c.d. smog fotochimico, nocivo per l’uomo che lo respira.

In pratica non esistono sorgenti antropiche di emissione di O3: questo gas si forma interamente nella bassa atmosfera a seguito di reazioni chimiche che avvengono principalmente tra gli ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili non metanici (COVNM) alla presenza di luce solare – e di conseguenza chiamate “reazioni fotochimiche”. Per questo motivo l’ozono viene denominato inquinante secondario, in quanto si forma interamente in atmosfera a partire da altre sostanze inquinanti dette precursori dell’ozono. Per l’ozono sia le analisi della CNEIA che quelle condotte successivamente (ISPRA, 2014) sulle serie storiche delle concentrazioni in aria di questo inquinante non rilevano tendenze significative alla diminuzione, pur in presenza di una significativa riduzione delle emissioni dei suoi precursori.

continua a leggere..

BIKE and RUNNING vs INQUINAMENTO STRADALE IN LOMBARDIA

di Dott. Luciano Sabolla

Milano vanta 140 km di piste ciclabili distribuite su tutto il suo territorio comunale ed il servizio di bike-sharing più vasto in Italia, denominato BikeMi, gestito dall’Azienda Trasporti Milanese (ATM), con 3.650 bici tradizionali e 1.000 elettriche a pedalata assistita.

Tuttavia questa rete per ben 112 km è ‘ciclostradale’ cioè realizzata nella medesima carreggiata sulla quale corrono le autovetture oppure al centro dei viali provvisti di ampio spartitraffico in mezzo alle due carreggiate per ogni senso di marcia, incrociando numerose strade trafficate ortogonali al percorso ciclabile.

 Lungo questi assi ciclostradali il ciclista respira direttamente il particolato aero-disperso detto PM (particulate matter) sia sottile (PM10) che ultrasottile (PM2.5), gli ossidi di azoto (soprattutto NO2), il monossido di carbonio (CO), il biossido di zolfo (SO2) scaricati in atmosfera dalle marmitte dei motori diesel o a benzina degli autoveicoli in moto nelle immediate vicinanze.

continua a leggere..

INQUINAMENTO AEREO DA AUTOVEICOLI A MILANO

Dott. Luciano Sabolla

La comunicazione sull’inquinamento dell’aria acquista maggior chiarezza considerando solo la sua causa più rilevante ossia il trasporto su strada: l’Italia è il paese con il più elevato tasso di motorizzazione della UE, quasi 80 autoveicoli per 100 abitanti. Per evitare il più possibile la confusione nell’interpretazione dei dati è necessario che l’analisi sia ristretta ad un periodo temporale, nel nostro caso l’anno 2014, anno cui si riferisce l’ultimo rapporto pubblicato dall’ARPA Lombardia e ad un solo territorio: nel presente articolo è stato scelto quello di Milano e Provincia perché provvisto del più efficiente sistema di rilevazione del paese (per densità di centraline e loro aggiornamento tecnologico). Date queste delimitazioni la presente nota tratterà delle tre sostanze aerocontaminanti da traffico autoveicolare più preoccupanti per la salute pubblica.

continua a leggere..

LUGLIO IL MESE DELL’ OZONO

         E’ il momento opportuno per informarci sull’ozono, gas instabile (formato da tre atomi di ossigeno = O3) tipico inquinante estivo dell’atmosfera che respiriamo (vedi grafico). L’O3 viene infatti prodotto per cessione di energia dai raggi solari alle molecole degli ossidi d’azoto (Nx) o inquinanti primari già presenti nell’aria per effetto del traffico da autoveicoli a motore termico, diesel o benzina (sono coinvolti soprattutto il monossido e il biossido d’azoto: NO e NO2).

continua a leggere..

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: