COVID – 19 E INQUINAMENTO ATMOSFERICO – I CINESI CI INSEGNANO

Gli studiosi Z. Yongjian e colleghi dell’Università di Scienze e Tecnologia di Hefei (Cina) hanno appena pubblicato un lavoro scientifico [Sci Total Environ 20 lug 2020; 727: 138704. doi: 10.1016 / j.scitotenv.2020.138704] che dimostra l’associazione tra atmosfera inquinata e infezione da COVID-19. Hanno utilizzato i dati registrati tra il 23 gennaio 2020 e il 29 febbraio, riguardanti quasi 56 mila casi di contagio da COVID-19 in 120 città cinesi e la loro esposizione per breve periodo a concentrazioni atmosferiche in eccesso delle seguenti sostanze tossiche:

  • biossido di azoto (NO2), il più importante esponente della famiglia chimica degli ossidi di azoto (NOx), prodotto soprattutto dai motori diesel;
  • ozono (O3), inquinante di origine secondaria generato a seguito di reazioni chimiche tra ossidi di azoto e composti organici volatili, favorite dalle alte temperature e dal forte irraggiamento solare. I precursori dell’O3 sono generalmente generati da combustione civile e industriale e da processi che utilizzano o producono sostanze chimiche volatili, come solventi e carburanti;
  • PM 2.5, particolato finissimo disperso nell’aria, emesso soprattutto dall’industria ma anche dal traffico su gomma, dal riscaldamento ecc.;

Ogni aumento della concentrazione in atmosfera pari a 10 μg/m3 delle tre sostanze NO2, O3 e PM2.5 si è accompagnato ad un incremento del numero dei contagiati da COVID-19 due settimane dopo il rilevamento di inquinamento atmosferico.

cina

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L’AVIAZIONE CIVILE E LA NOSTRA SALUTE

dott. Luciano Sabolla

Se prendiamo in considerazione un aereo di linea con 150 persone a bordo, vediamo che per ogni ora di viaggio a velocità di crociera, i suoi due motori a reazione consumano duemila e settecento chili di kerosene, emettendo in atmosfera 30 kg di ossidi d’azoto (NOx), 2 chili e mezzo di biossido di zolfo (SO2), 2 kg di monossido di carbonio (CO), 400 grammi di idrocarburi (HC), 300 gr di polveri ultrasottili (PM = particulate matter) e fuliggine.

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SERRA’s BUSINESS

dott. Luciano Sabolla

L’inquinamento atmosferico viene affrontato nel mondo occidentale quasi esclusivamente in termini di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, principalmente dell’anidride carbonica (CO2), attraverso lo sviluppo di un mercato per lo scambio delle quote di emissione sviluppato dagli USA e dalla UE in seguito agli accordi sottoscritti alle COP (Conference of Parties) o Conferenze sul clima, allo scopo di decarbonizzare l’economia globale cioè di ridurre in tutto il mondo le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo. Questo perché molti scienziati (non tutti) addebitano alla CO2 antropica la responsabilità del progressivo riscaldamento della Terra. In realtà la CO2 prodotta dalle attività economiche umane rappresenta meno dell’1% di tutta la CO2 presente attorno al Globo.

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