NEL BACINO PADANO-VENETO SIAMO INQUINATI DAL BENZOPIRENE

dott. Luciano Sabolla

Il grafico delle concentrazioni medie degli inquinanti atmosferici, estratto dal report 2016 recentemente pubblicato della European Enviromental Agency (EEA), evidenzia che da un quindicennio l’unica sostanza tossica che si mantiene elevata nell’aria nei Paesi dell’Unione Europea (UE) è il benzopirene (BaP), il rappresentante tipico della famiglia degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Più precisamente, tra il 2000 e il 2014 tale sostanza tossica è globalmente aumentata in atmosfera dell’1%.

Nell’aria il BaP è presente in quanto inglobato nelle polveri fini o PM (particulate matter) soprattutto in quelle ultrasottili (PM2.5): da queste veicolato, l’idrocarburo penetra nell’albero tracheo bronchiale e raggiunge gli alveoli più profondi dei nostri polmoni.

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PRIMA CONCRETA INIZIATIVA PER RIDURRE L’INQUINAMENTO AEREO

dott. Luciano Sabolla

Da qualche settimana sono iniziati sull’autostrada A22 i test del progetto Brenner LEC, che significa “corridoio del Brennero a bassa emissione”, per ridurre la liberazione in aria di sostante inquinanti dai motori delle autovetture, soprattutto diesel. Essi consistono nel far diminuire l’andatura auto veicolare mediante l’uso di segnaletica intelligente, quindi imponendo il limite di velocità di 100 km/h (che in autostrada sarebbe di 130 km/h) in caso di superamento dei livelli massimi prescritti dall’Unione Europea alle concentrazioni di ossidi d’azoto (NOx), di polveri sottili (PM10 = particulate matter fino a 10 micron) e di anidride carbonica (CO2) liberati in atmosfera dal traffico su gomma, rilevati lungo il percorso in tempo reale da centraline fisse, anche in base a valutazioni previsionali predeterminate su base meteorologica attuale e storica.

Gli automobilisti vengono informati in tempo reale attraverso un sistema di pannelli a messaggio variabile comandati a distanza.

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ISTITUZIONI E INQUINAMENTO AEREO

Dott. Luciano Sabolla

Il bacino padano presenta sia specifiche condizioni orografiche e meteoclimatiche (stabilità atmosferica, inversione termica) sia la più consistente attività economica nazionale, che favoriscono situazioni di inquinamento aereo particolarmente diffuso con allarmanti e prolungate concentrazioni di inquinanti in atmosfera, soprattutto del fine particolato o particolate matter (PM) del diametro di 10 micron (PM10) e degli ossidi d’azoto (NOx).

Ragion per cui nel dicembre 2013, durante il Governo di Enrico Letta, è stato raggiunto un Accordo di programma tra cinque Ministeri (Ambiente, Trasporti, Sviluppo Economico, Salute e Politiche agricole e forestali), le Regioni del bacino padano (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta) e le Province Autonome di Trento e Bolzano, con l’obiettivo di individuare e sviluppare in modo coordinato una serie di attività straordinarie da applicare, in concorso con quelle ordinariamente svolte, per debellare l’inquinamento atmosferico nel bacino padano (vd sopra, le firme dei responsabili istituzionali).

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COMBUSTIONE DI BIOMASSE E PARTICOLATO AEREO (PM)

 

dott. Luciano Sabolla

Le sorgenti più importanti di particolato aereo o particulate matter (PM) sono due: la circolazione stradale degli autoveicoli diesel e la combustione di biomassa per riscaldare le abitazioni civili. Nell’ area metropolitana di Milano il responsabile numero uno del PM presente in atmosfera è il traffico su gomma, come abbiamo descritto in molti articoli su questo sito, mentre al di fuori delle aree urbane la fonte antropica più importante di PM è l’utilizzo delle biomasse.

Il PM del diametro di 10 micron (PM10) e ancor di più il PM2.5, che penetra più in profondità nei nostri polmoni, causano sicuramente malattie polmonari, cardiovascolari e tumori maligni, probabilmente anche malattie neurologiche degenerative gravi.

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DECISIONI REGIONALI REGRESSIVE

Dott. Luciano Sabolla

A fronte della riapertura pochi mesi fa della procedura di infrazione da parte della UE contro la Lombardia per il superamento della soglia di inquinanti nell’aria, nella nostra regione si è pensato bene di mitigare il previsto blocco della circolazione degli autoveicoli diesel.

Il blocco totale dei diesel Euro 3 senza filtro, dal 15 ottobre 2016 è stato circoscritto alla eventualità che il PM10 superi la soglia dei 70 mcg/m3 per più di 7 giorni consecutivi (secondo livello di allarme). Eccezion fatta per i veicoli diesel Euro 3 commerciali, che anche in tali circostanze possono circolare nella fascia oraria dalle 10 alle 18.

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Tristi Primati.

dott. Luciano Sabolla

La European Environment Agency (EEA) ogni anno pubblica un rapporto sulla qualità dell’aria nei 28 Paesi della UE. Nell’ultimo resoconto l’Italia conferma il primato per numero di morti premature, nell’anno 2013, da inalazione di particolato aereo ultra fine PM2.5 (66.630 decessi), di biossido d’azoto NO2 (21.040 decessi) e di ozono O3 (3.380 decessi). Nell’area metropolitana di Milano il traffico su strada genera questi inquinanti atmosferici nella misura del 42%, del 66% e del 30% rispettivamente.

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PRIMATO ITALIANO PER VITTIME DA N02 IN EUROPA

dott. Luciano Sabolla

L’ultimo rapporto europeo sulla qualità dell’aria, pubblicato dalla European Environment Agency (EEA clicca qui), indica l’Italia, tra tutti i 28 membri della UE, come il Paese col maggiore impatto in termini di salute, nell’anno 2013, in conseguenza ad inalazione di biossido d’azoto (NO2) atmosferico.

L’N02 è il principale esponente della famiglia chimica degli ossidi d’azoto (NOX).

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Inquinamento atmosferico a Milano

Dott. Luciano Sabolla

Alle porte dell’inverno è arrivato il momento di informarci sull’andamento delle concentrazioni delle sostanze tossiche e cancerogene presenti nell’aria nella città metropolitana di Milano, confrontando i dati del rapporto ARPA sulla qualità dell’aria dell’anno 2015 rispetto al 2014.

Complessivamente nel 2015 sono state emesse in atmosfera 710 tonnellate in più di ossidi d’azoto (NOx) rispetto all’anno precedente (+ 4.7%), 23 ton in più di particolato fine (PM10) e 17 ton in più di particolato ultra fine (PM2.5), eccessi tutti esclusivamente legati al traffico su strada cioè ai motori diesel ed in minor misura ai propulsori a benzina. Le fonti lombarde di inquinamento diverse dal traffico auto veicolare confermano la stazionarietà delle proprie emissioni in atmosfera, anno su anno.

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PRIME NOTIZIE SCONFORTANTI SULLA QUALITÀ DELL’ARIA LOMBARDA NEL 2015

Dott. Luciano Sabolla

Vi pare normale che il rapporto dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente (ARPA) relativo alla qualità dell’aria nell’anno 2015 non sia stato ancora pubblicato sul web e messo a disposizione dei cittadini? Dagli uffici di Via Rosellini è stato mandato al Ministero a Roma, da Roma è stato inviato alla UE ed attualmente sta divenendo motivo di scontro politico in seno alla Commissione Ambiente della Regione Lombardia. La burocrazia nazionale, europea e locale prevale sull’obbligo della pubblica amministrazione di rendere immediatamente e completamente fruibili i dati anche se l’ARPA viene pagata (profumatamente) dai noi.

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