INALAZIONE DI OZONO – DANNI PER LA SALUTE

Dott. Luciano Sabolla

I limiti di legge della concentrazione dell’ozono (O3) rimangono fissati per l’Europa in 120 mcg/m3 di aria atmosferica (valore obiettivo), da non superarsi per più di 25 volte all’anno.

Sulla mappa della qualità dell’aria pubblicata quotidianamente sul web dall’agenzia regionale della Regione Lombardia, (ARPA), http://www2.arpalombardia.it/sites/QAria/_layouts/15/QAria/IDati.aspx?v=2, vengono evidenziati i segnaluoghi che indicano l’ubicazione delle centraline fisse di rilevamento degli inquinanti atmosferici su tutto il territorio lombardo. Il loro colore fornisce un’idea semiquantitativa della concentrazione dell’inquinante prescelto in quella determinata sede.

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E’ POSSIBILE INQUINARE ANCORA GRAZIE ALLA NUOVA DIRETTIVA UE SULLA QUALITÀ DELL’ARIA

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Il 30 novembre 2016 il Parlamento europeo ha abrogato la direttiva del 2001 n° 81 che fissava i limiti massimi, in valori assoluti, delle emissioni annue di biossido di zolfo (SO2), ossidi d’azoto (NOX), composti organici volatili non metanici (COVNM) e ammoniaca (NH3).

Essa viene sostituita da una nuova direttiva chiamata National Emission Ceilings (NEC), che consente di mantenere invariati i valori presentati nell’anno 2010, fino al 2019 compreso. Dal 2020 al 2029 i limiti nazionali di tali sostanze rilasciate in atmosfera non verranno più calcolati in valori assoluti, ma relativi, prendendo come riferimento le emissioni registrate nel 2005, abbattute per l’Italia del 40% per il biossido di azoto (NO2), del 5% per l’ammoniaca, del 35% per i COVNM e del 10% per il PM2.5 il particolato ultra fine sospeso nell’aria con diametro non superiore a 2.5 micron.

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L’OZONO E I SUOI PRECURSORI

dott. Luciano Sabolla

Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (European Environment Agency = EEA) la mortalità registrata in Italia nell’anno 2013 come conseguenza dell’esposizione atmosferica all’ozono è stata la più elevata tra tutti i 41 Paesi europei: 3.380 decessi in valore assoluto.

Se rapportiamo questa drammatica riduzione della speranza di vita al numero degli abitanti, nel nostro Paese registriamo 61 morti ogni 100 mila abitanti, alla pari col Kosovo, secondi solo al Principato di Monaco (62), al Montenegro (64) e alla Grecia, che registra 78 morti/100 mila abitanti.

Questo triste primato italiano non può essere spiegato unicamente con le ondate di calore estivo perché, ad esempio, la Spagna presenta solo 43 morti per 100 mila abitanti, pur avendo estati torride come le nostre.

La risposta deve allora prendere in considerazione anche l’eccesso di precursori atmosferici dell’ozono, tenendo presente che l’O3 si forma per azione della radiazione solare su numerosi precursori aerei: il biossido d’azoto (NO2), i composti organici volatili non metanici (COVNM), il metano (CH4) e il monossido di carbonio (CO).

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INQUINAMENTO AEREO DA ARSENICO

Dott. Luciano Sabolla

Con gli ultimi articoli abbiamo aperto il libro della contaminazione dell’aria da micro inquinanti, sostanze capaci di produrre nell’uomo effetti tossici e cancerogeni a concentrazioni molto inferiori di quelle osservate per gli inquinanti classici.

Tra questi micro inquinanti, oltre al benzopirene recentemente trattato, è opportuno occuparsi anche dell’arsenico (As), perché nel grafico estratto dalla pubblicazione dell’Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente (ENEA) dal titolo: Effect-based activities on air pollution: What is the state of the natural and anthropogenic Italian ecosystems?, edita nel marzo 2017, tale sostanza presenta un trend preoccupante in atmosfera, a causa delle emissioni industriali in Italia.

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ISTITUZIONI E INQUINAMENTO AEREO

Dott. Luciano Sabolla

Il bacino padano presenta sia specifiche condizioni orografiche e meteoclimatiche (stabilità atmosferica, inversione termica) sia la più consistente attività economica nazionale, che favoriscono situazioni di inquinamento aereo particolarmente diffuso con allarmanti e prolungate concentrazioni di inquinanti in atmosfera, soprattutto del fine particolato o particolate matter (PM) del diametro di 10 micron (PM10) e degli ossidi d’azoto (NOx).

Ragion per cui nel dicembre 2013, durante il Governo di Enrico Letta, è stato raggiunto un Accordo di programma tra cinque Ministeri (Ambiente, Trasporti, Sviluppo Economico, Salute e Politiche agricole e forestali), le Regioni del bacino padano (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta) e le Province Autonome di Trento e Bolzano, con l’obiettivo di individuare e sviluppare in modo coordinato una serie di attività straordinarie da applicare, in concorso con quelle ordinariamente svolte, per debellare l’inquinamento atmosferico nel bacino padano (vd sopra, le firme dei responsabili istituzionali).

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COMBUSTIONE DI BIOMASSE E PARTICOLATO AEREO (PM)

 

dott. Luciano Sabolla

Le sorgenti più importanti di particolato aereo o particulate matter (PM) sono due: la circolazione stradale degli autoveicoli diesel e la combustione di biomassa per riscaldare le abitazioni civili. Nell’ area metropolitana di Milano il responsabile numero uno del PM presente in atmosfera è il traffico su gomma, come abbiamo descritto in molti articoli su questo sito, mentre al di fuori delle aree urbane la fonte antropica più importante di PM è l’utilizzo delle biomasse.

Il PM del diametro di 10 micron (PM10) e ancor di più il PM2.5, che penetra più in profondità nei nostri polmoni, causano sicuramente malattie polmonari, cardiovascolari e tumori maligni, probabilmente anche malattie neurologiche degenerative gravi.

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DECISIONI REGIONALI REGRESSIVE

Dott. Luciano Sabolla

A fronte della riapertura pochi mesi fa della procedura di infrazione da parte della UE contro la Lombardia per il superamento della soglia di inquinanti nell’aria, nella nostra regione si è pensato bene di mitigare il previsto blocco della circolazione degli autoveicoli diesel.

Il blocco totale dei diesel Euro 3 senza filtro, dal 15 ottobre 2016 è stato circoscritto alla eventualità che il PM10 superi la soglia dei 70 mcg/m3 per più di 7 giorni consecutivi (secondo livello di allarme). Eccezion fatta per i veicoli diesel Euro 3 commerciali, che anche in tali circostanze possono circolare nella fascia oraria dalle 10 alle 18.

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Tristi Primati.

dott. Luciano Sabolla

La European Environment Agency (EEA) ogni anno pubblica un rapporto sulla qualità dell’aria nei 28 Paesi della UE. Nell’ultimo resoconto l’Italia conferma il primato per numero di morti premature, nell’anno 2013, da inalazione di particolato aereo ultra fine PM2.5 (66.630 decessi), di biossido d’azoto NO2 (21.040 decessi) e di ozono O3 (3.380 decessi). Nell’area metropolitana di Milano il traffico su strada genera questi inquinanti atmosferici nella misura del 42%, del 66% e del 30% rispettivamente.

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PRIMATO ITALIANO PER VITTIME DA N02 IN EUROPA

dott. Luciano Sabolla

L’ultimo rapporto europeo sulla qualità dell’aria, pubblicato dalla European Environment Agency (EEA clicca qui), indica l’Italia, tra tutti i 28 membri della UE, come il Paese col maggiore impatto in termini di salute, nell’anno 2013, in conseguenza ad inalazione di biossido d’azoto (NO2) atmosferico.

L’N02 è il principale esponente della famiglia chimica degli ossidi d’azoto (NOX).

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