LUNG CANCER – EARLY DIAGNOSIS BY COMPUTED TOMOGRAPHY

Luciano Sabolla MD

Lung cancer is the most common malignant tumour in men and the second most frequent in women, after breast cancer.  Overall it accounts for 13% of all malignant cancer cases.

Thanks to the various oncologic therapies, survival at 5 years after diagnosis has improved in all European countries from 8% to 13%, but is still too low.

This encourages doctors to look for new possibilities of early detection of lung cancer, i.e. for new effective secondary prevention tools (primary prevention is pursued by abolishing the habit of smoking and eliminating environmental carcinogens).

To this end numerous trials have been carried out around the world to test the usefulness of chest computed tomography (CT) without contrast medium (baseline CT) at low radiation doses (LDCT).

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LO SMOG PROVOCA IL REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO?

E’ risaputo che le persone esposte allo smog invernale urbano possono presentare come conseguenza dell’inquinamento aereo sofferenza broncopolmonare, sotto forma di spasmo delle vie aeree di tipo asmatiforme e sono predisposte ad episodi bronchitici anche persistenti, se non addirittura gravi al punto da indurre al ricovero ospedaliero.

Mentre il nocumento prodotto dall’inquinamento aereo sull’apparato respiratorio è ampiamente acquisito anche in Italia dai cittadini e dagli operatori sanitari (molto meno dai decisori politici), non viene ancora considerato il potenziale danno dell’aria malsana sulle vie digestive.

Su questo aspetto si sofferma la presente nota.

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SERRA’s BUSINESS

dott. Luciano Sabolla

L’inquinamento atmosferico viene affrontato nel mondo occidentale quasi esclusivamente in termini di riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, principalmente dell’anidride carbonica (CO2), attraverso lo sviluppo di un mercato per lo scambio delle quote di emissione sviluppato dagli USA e dalla UE in seguito agli accordi sottoscritti alle COP (Conference of Parties) o Conferenze sul clima, allo scopo di decarbonizzare l’economia globale cioè di ridurre in tutto il mondo le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo. Questo perché molti scienziati (non tutti) addebitano alla CO2 antropica la responsabilità del progressivo riscaldamento della Terra. In realtà la CO2 prodotta dalle attività economiche umane rappresenta meno dell’1% di tutta la CO2 presente attorno al Globo.

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ADROTERAPIA e RADIOTERAPIA CONVENZIONALE NELLA LOTTA CONTRO I TUMORI

dott. Luciano Sabolla

Il 64% dei pazienti affetti da tumore maligno vengono sottoposti alla radioterapia (RT) cioè ad un bombardamento con raggi X, fotoni ad elevata energia, mirato sulla focalità cancerosa, solitamente dopo la chirurgia e in modo integrato con la chemioterapia.

Però circa il 10% di tutti i tumori maligni sono radio-resistenti, insensibili ai raggi X. Tra questi figurano i sarcomi, neoplasie che insorgono dai tessuti molli (ad esempio dai muscoli o dal tessuto adiposo) o dallo scheletro. Altri tumori sono difficilmente trattabili con la RT per la loro sede anatomica.

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INALAZIONE DI OZONO – DANNI PER LA SALUTE

Dott. Luciano Sabolla

I limiti di legge della concentrazione dell’ozono (O3) rimangono fissati per l’Europa in 120 mcg/m3 di aria atmosferica (valore obiettivo), da non superarsi per più di 25 volte all’anno.

Sulla mappa della qualità dell’aria pubblicata quotidianamente sul web dall’agenzia regionale della Regione Lombardia, (ARPA), http://www2.arpalombardia.it/sites/QAria/_layouts/15/QAria/IDati.aspx?v=2, vengono evidenziati i segnaluoghi che indicano l’ubicazione delle centraline fisse di rilevamento degli inquinanti atmosferici su tutto il territorio lombardo. Il loro colore fornisce un’idea semiquantitativa della concentrazione dell’inquinante prescelto in quella determinata sede.

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E’ POSSIBILE INQUINARE ANCORA GRAZIE ALLA NUOVA DIRETTIVA UE SULLA QUALITÀ DELL’ARIA

Autori

Il 30 novembre 2016 il Parlamento europeo ha abrogato la direttiva del 2001 n° 81 che fissava i limiti massimi, in valori assoluti, delle emissioni annue di biossido di zolfo (SO2), ossidi d’azoto (NOX), composti organici volatili non metanici (COVNM) e ammoniaca (NH3).

Essa viene sostituita da una nuova direttiva chiamata National Emission Ceilings (NEC), che consente di mantenere invariati i valori presentati nell’anno 2010, fino al 2019 compreso. Dal 2020 al 2029 i limiti nazionali di tali sostanze rilasciate in atmosfera non verranno più calcolati in valori assoluti, ma relativi, prendendo come riferimento le emissioni registrate nel 2005, abbattute per l’Italia del 40% per il biossido di azoto (NO2), del 5% per l’ammoniaca, del 35% per i COVNM e del 10% per il PM2.5 il particolato ultra fine sospeso nell’aria con diametro non superiore a 2.5 micron.

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L’OZONO E I SUOI PRECURSORI

dott. Luciano Sabolla

Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (European Environment Agency = EEA) la mortalità registrata in Italia nell’anno 2013 come conseguenza dell’esposizione atmosferica all’ozono è stata la più elevata tra tutti i 41 Paesi europei: 3.380 decessi in valore assoluto.

Se rapportiamo questa drammatica riduzione della speranza di vita al numero degli abitanti, nel nostro Paese registriamo 61 morti ogni 100 mila abitanti, alla pari col Kosovo, secondi solo al Principato di Monaco (62), al Montenegro (64) e alla Grecia, che registra 78 morti/100 mila abitanti.

Questo triste primato italiano non può essere spiegato unicamente con le ondate di calore estivo perché, ad esempio, la Spagna presenta solo 43 morti per 100 mila abitanti, pur avendo estati torride come le nostre.

La risposta deve allora prendere in considerazione anche l’eccesso di precursori atmosferici dell’ozono, tenendo presente che l’O3 si forma per azione della radiazione solare su numerosi precursori aerei: il biossido d’azoto (NO2), i composti organici volatili non metanici (COVNM), il metano (CH4) e il monossido di carbonio (CO).

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INQUINAMENTO AEREO DA ARSENICO

Dott. Luciano Sabolla

Con gli ultimi articoli abbiamo aperto il libro della contaminazione dell’aria da micro inquinanti, sostanze capaci di produrre nell’uomo effetti tossici e cancerogeni a concentrazioni molto inferiori di quelle osservate per gli inquinanti classici.

Tra questi micro inquinanti, oltre al benzopirene recentemente trattato, è opportuno occuparsi anche dell’arsenico (As), perché nel grafico estratto dalla pubblicazione dell’Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente (ENEA) dal titolo: Effect-based activities on air pollution: What is the state of the natural and anthropogenic Italian ecosystems?, edita nel marzo 2017, tale sostanza presenta un trend preoccupante in atmosfera, a causa delle emissioni industriali in Italia.

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ISTITUZIONI E INQUINAMENTO AEREO

Dott. Luciano Sabolla

Il bacino padano presenta sia specifiche condizioni orografiche e meteoclimatiche (stabilità atmosferica, inversione termica) sia la più consistente attività economica nazionale, che favoriscono situazioni di inquinamento aereo particolarmente diffuso con allarmanti e prolungate concentrazioni di inquinanti in atmosfera, soprattutto del fine particolato o particolate matter (PM) del diametro di 10 micron (PM10) e degli ossidi d’azoto (NOx).

Ragion per cui nel dicembre 2013, durante il Governo di Enrico Letta, è stato raggiunto un Accordo di programma tra cinque Ministeri (Ambiente, Trasporti, Sviluppo Economico, Salute e Politiche agricole e forestali), le Regioni del bacino padano (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta) e le Province Autonome di Trento e Bolzano, con l’obiettivo di individuare e sviluppare in modo coordinato una serie di attività straordinarie da applicare, in concorso con quelle ordinariamente svolte, per debellare l’inquinamento atmosferico nel bacino padano (vd sopra, le firme dei responsabili istituzionali).

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