INQUINAMENTO ATMOSFERICO ACE-2 E COVID-19

Dal mese di febbraio 2020 ad oggi un crescente numero di pubblicazioni scientifiche dimostra una stretta correlazione tra presenza in atmosfera di inquinanti – PM2.5 (particulate matter) assieme a NO2, principale esponente degli ossidi di azoto – e numero di persone ospedalizzate o decedute per COVID-19.

Tra le numerose spiegazioni riguardanti il complesso meccanismo biologico attraverso il quale l’inquinamento atmosferico amplifica nell’organismo umano la virulenza dell’agente pandemico, si stagliano quelle relative all’equilibrio tra ACE e ACE-2, enzimi ad opposta azione cruciali nella regolazione della pressione arteriosa.

Equilibrio idrico-salino

Vengono qui brevemente descritti i fattori cardine che, assieme ai due enzimi suddetti, presiedono alla omeostasi dell’acqua e degli elettroliti nel nostro organismo.

Angiotensina I = è una proteina formata da 10 aminoacidi (decapetide), rilasciata in circolo dal rene quando si abbassa la pressione del sangue o diminuisce la concentrazione ematica di sodio o del cloro. Essa spasmizza, costringe, i vasi arteriosi facendo aumentare la pressione, induce sete e stimola il surrene a liberare l’aldosterone, Quest’ultimo limita il passaggio di acqua dal sangue nell’urina (ritenzione idrica) e vi trattiene gli elettroliti.

Angiotensin Converting Enzyme (ACE) = enzima che si trova alla superficie delle cellule che rivestono l’interno dei capillari polmonari (rivestimento chiamato endotelio). Esso stacca gli ultimi due aminoacidi dell’Angiotensina I creando l’Angiotensina II (octopeptide), più potente ancora della prima nell’azione sopra descritta, in grado anche di incrementare la permeabilità vascolare e indurre danno tessutale. L’azione dell’Angiotensina II viene subito ridottai dall’angiotensinasi presente nei globuli rossi.

ACE-2 = similmente all’ACE, anche l’ACE-2 è una proteina trans-membrana che si trova alla superficie delle cellule mucose che rivestono internamente le più fini ramificazioni dei bronchi (recettore ACE-2 tipico dei pneumociti di tipo II), alla superficie delle cellule endoteliali che rivestono internamente il lume dei vasi, presente pure nel cuore, nel rene e nell’intestino. L’ACE2 è dotato di attività enzimatica contraria a quella dell’ACE. Intercetta infatti l’Angiotensina II e ne elide un atro aminoacido terminale, convertendola in Angiotensina 1-7, la quale svolge un’azione vasodilatatrice e antiinfiammatoria. L’ACE-2 è quindi l’antagonista dell’ACE.

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COVID – 19 E INQUINAMENTO ATMOSFERICO – I CINESI CI INSEGNANO

Gli studiosi Z. Yongjian e colleghi dell’Università di Scienze e Tecnologia di Hefei (Cina) hanno appena pubblicato un lavoro scientifico [Sci Total Environ 20 lug 2020; 727: 138704. doi: 10.1016 / j.scitotenv.2020.138704] che dimostra l’associazione tra atmosfera inquinata e infezione da COVID-19. Hanno utilizzato i dati registrati tra il 23 gennaio 2020 e il 29 febbraio, riguardanti quasi 56 mila casi di contagio da COVID-19 in 120 città cinesi e la loro esposizione per breve periodo a concentrazioni atmosferiche in eccesso delle seguenti sostanze tossiche:

  • biossido di azoto (NO2), il più importante esponente della famiglia chimica degli ossidi di azoto (NOx), prodotto soprattutto dai motori diesel;
  • ozono (O3), inquinante di origine secondaria generato a seguito di reazioni chimiche tra ossidi di azoto e composti organici volatili, favorite dalle alte temperature e dal forte irraggiamento solare. I precursori dell’O3 sono generalmente generati da combustione civile e industriale e da processi che utilizzano o producono sostanze chimiche volatili, come solventi e carburanti;
  • PM 2.5, particolato finissimo disperso nell’aria, emesso soprattutto dall’industria ma anche dal traffico su gomma, dal riscaldamento ecc.;

Ogni aumento della concentrazione in atmosfera pari a 10 μg/m3 delle tre sostanze NO2, O3 e PM2.5 si è accompagnato ad un incremento del numero dei contagiati da COVID-19 due settimane dopo il rilevamento di inquinamento atmosferico.

cina

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PM2.5 A MILANO NEL TEMPO DEL COVID-19

 

La conformazione geografica della Valpadana unitamente al suo vasto inurbamento, all’intenso traffico su gomma che la percorre ed alla concentrazione di attività economiche nelle regioni settentrionali, producono l’inquinamento atmosferico più grave in Europa, superiore a quello della regione della Rhur.

Tra le sostanze volatili disperse nell’aria padana, quelle direttamente nocive per la salute umana sono soprattutto gli ossidi d’azoto e il particolato ultrafine “particulate matter” noto con la sigla PM, seguito da un numero (10, 5, 2.5) che ne indica il diametro in micron (1 micron [µm] = un millesimo di mm). La particella PM è costituita da un nucleo di carbonio capace di attrarre dall’atmosfera circostante tracce di metalli pesanti (ad esempio il cadmio), solfati, nitrati, idrocarburi aromatici policiclici, ammonio, tossine e virus.

Le fonti antropiche del PM atmosferico sono sintetizzate nella seguente figura, frutto del lavoro dell’agenzia europea per l’ambiente. In particolare va tenuta presente anche l’emissione di sostanze tossiche, nel corso del 2019, dovuta al mezzo centinaio di incendi dolosi di depositi di rifiuti attorno a Milano.

Per descrivere correttamente la nefasta azione del PM sul nostro organismo, conviene limitare l’attenzione nello spazio – alla provincia di Milano – nel tempo (semestre dal 1° settembre 2019 al 29 marzo 2020) e nelle dimensioni del PM.

Dimensionalmente, significa che per valutare il rischio tossicologico del PM, pare più adeguato restringere l’osservazione al solo PM2.5. L’ultra-fine pulviscolo aereo con diametro ≤ 2.5  μm – infatti –presenta da una maggior capacità rispetto al PM10 (del diametro ≤ 10 μm), di inglobare sostanze tossiche aeree e di raggiungere gli alveoli polmonari, ove l’ossigeno inalato va a scambiarsi con l’anidride carbonica proveniente dagli organi del corpo.

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TUMORI MALIGNI IN ITALIA ANNO 2019

Abbiamo trattato dei tumori maligni in Italia nella nota pubblicata in questo sito dal titolo “Tumori maligni:
facciamo il punto”, relativa all’anno 2015.
A distanza di quattro anni rifacciamo il punto della situazione in relazione all’anno 2019.
Incidenza = quanti nuovi casi in assoluto
In Italia nel 2019 ci sono stati 8.000 nuovi casi in più di tumore maligno rispetto al 2015, complessivamente
371.000 (+ 0,02%). 196.000 tumori erano uomini, 175.000 neoplasie erano donne, rispettivamente il 65%
ed il 35%. In Italia abbiamo superato le 1.000 diagnosi di cancro al giorno, di media.
La classifica degli organi da cui originano le neoplasie vede al primo posto la mammella (53.500 nuovi casi
nel 2019), quindi l’intestino (49.000), il polmone (42.500), la prostata (37.000) e la vescica (29.700).
Tenendo conto anche del sesso abbiamo la seguente graduatoria.

Posto Maschi Femmine Popolazione totale
Prostata (19%) Mammella (30%) Mammella (14%)
Polmone (15%) Intestino (12%) Intestino (13%)
Intestino (14%) Polmone (12%) Polmone (11%)
Vescica (12%) Tiroide (15%) Prostata (10%)
Stomaco (4%) Utero corpo (5%) Vescica (8%)

In base all’età, nei maschi giovani il tumore più frequente è il cancro del testicolo, seguito dal melanoma e dal linfoma non-Hodgkin, quest’ultimo in crescita al Sud ma soprattutto al Centro Italia. Il tumore dello stomaco colpisce invece le persone molto anziane. Le donne giovani sono colpite soprattutto dal cancro mammario, seguito da quello tiroideo, mentre le signore anziane presentano neoplasie nell’ordine: dell’intestino, del polmone, del pancreas e dello stomaco.

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TUMORE POLMONARE – NUOVE TERAPIE INTERVENTISTICHE LOCALI

La prima causa di morte per neoplasia è il cancro ai polmoni, dovuto al fumo di sigaretta, all’esposizione ad inquinanti atmosferici cancerogeni come il finissimo particolato (PM10) e il benzopirene dispersi nell’aria urbana e ad altre cause. Questa patologia sta aumentando di incidenza in tutto il mondo (2,5 milioni di casi all’anno).

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LO SMOG PROVOCA IL REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO?

E’ risaputo che le persone esposte allo smog invernale urbano possono presentare come conseguenza dell’inquinamento aereo sofferenza broncopolmonare, sotto forma di spasmo delle vie aeree di tipo asmatiforme e sono predisposte ad episodi bronchitici anche persistenti, se non addirittura gravi al punto da indurre al ricovero ospedaliero.

Mentre il nocumento prodotto dall’inquinamento aereo sull’apparato respiratorio è ampiamente acquisito anche in Italia dai cittadini e dagli operatori sanitari (molto meno dai decisori politici), non viene ancora considerato il potenziale danno dell’aria malsana sulle vie digestive.

Su questo aspetto si sofferma la presente nota.

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Mortalità da aria inquinata in Italia

 

Per le nostre valutazioni sulla qualità dell’aria ormai dobbiamo basarci solo sulle informazioni della UE, perché le agenzie regionali (ARPA) essendo state accentrate da Renzi dentro all’ISPRA (istituto superiore per la protezione e la ricerca dell’ambiente), mediante la legge n° 132/2016 (istituzione del sistema nazionale per la protezione dell’ambiente) non sono più autorizzate a pubblicare autonomamente i rapporti annuali come avevano fatto fino al 2016.

Consultiamo dunque il rapporto 2018 dell’agenzia europea per la qualità dell’aria in Europa, reso noto al pubblico un mese fa, anche se esso:

  • diluisce i dati regionali su un territorio continentale, mascherando quindi i picchi di inquinamento della pianura padana e in particolare di Milano
  • per quel che riguarda i decessi da inquinamento aereo, fa ancora riferimento all’anno 2015.

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VELENO ATMOSFERICO NEI FONDOVALLE DELLA LOMBARDIA

Dott. Luciano Sabolla

La Regione Lombardia ha definito come Zona D, nell’ambito della zonizzazione per le analisi ambientali, i fondovalle  segnati in nero nella cartina qui sopra esposta, posizionando delle centraline fisse per il monitoraggio delle concentrazioni atmosferiche del benzopirene (BP) nei due principali fondovalle ivi rappresentati: in via Paribelli a Sondrio, capoluogo posto nel fondovalle che da Colico si estende per 90 km a est fino a Edolo (Valtellina) e a Darfo Boario, località termale sita nel fondovalle che dall’estremità settentrionale del Lago d’Iseo giunge alla cittadina di Edolo percorrendo i primi 55 km della Valcamonica.

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EMISSIONS TRADING SCHEME CENSURA LE SOSTANZE TOSSICHE IN ATMOSFERA

L’EU-ETS (European Union Emissions Trading Scheme) è il più grande sistema finanziario al mondo per vendere e acquistare quote di emissione di gas ad effetto serra, attraverso piattaforme d’asta gestite in due borse: all’EEX (European Energy Exchange) di Lipsia e all’ICE (International Futures Europe) di Londra.

Facendo un confronto, il Governo di Pechino ha dato avvio ad un proprio ETS nazionale solo nel dicembre 2017, mentre il Governo elvetico entrerà tra poco nell’EU-ETS.

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L’AVIAZIONE CIVILE E LA NOSTRA SALUTE

dott. Luciano Sabolla

Se prendiamo in considerazione un aereo di linea con 150 persone a bordo, vediamo che per ogni ora di viaggio a velocità di crociera, i suoi due motori a reazione consumano duemila e settecento chili di kerosene, emettendo in atmosfera 30 kg di ossidi d’azoto (NOx), 2 chili e mezzo di biossido di zolfo (SO2), 2 kg di monossido di carbonio (CO), 400 grammi di idrocarburi (HC), 300 gr di polveri ultrasottili (PM = particulate matter) e fuliggine.

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