IL MOTORE DIESEL PRINCIPALE CAUSA DI MORTI PREMATURE

dott. Luciano Sabolla

Con l’arrivo dei primi freddi iniziano ad accumularsi nell’atmosfera del bacino padano-veneto pericolosi inquinanti prodotti dal traffico su gomma, principalmente rappresentati dagli ossidi d’azoto (NOx) e dal fine pulviscolo in sospensione chiamato PM (particulate matter), da anni riconosciuto come sicuramente cancerogeno.

Ormai tutti gli scienziati impegnati sulla qualità dell’aria sanno che il primato di morti premature da inquinamento aereo in Europa è detenuto dalla popolazione che vive nel bacino padano-veneto. L’ultima pubblicazione dal titolo “Impact of excess NOx emissions from diesel cars on air quality, public health and eutrophication in Europe” (Environmental Research Letters 12: e094017) riporta infatti la mappa di cui sopra. E’ evidente ormai a tutti dove si concentrano maggiormente in Europa i veleni atmosferici. “This reflects the very adverse pollution situation, particularly in highly populated Northern Italy”, dice il capo-ricerca Jan Eiof Jonson del Norwegian Meteorological Institute.

Il governo Letta era corso ai ripari creando nel 2013 una task force tra le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, le Province autonome di Trento e Bolzano ed i Ministeri competenti, ma il governo successivo ha reso lettera morta l’intelligente iniziativa.

Le prospettive non sono buone, perché alla conferenza di Parigi COP 21 (Conference of Parties) per il clima, alla fine del 2015, è risultato che dei 185 Paesi aderenti all’organizzazione ONU contro il riscaldamento del Pianeta, avevano raggiunto gli obiettivi per ridurre la liberazione di CO2 in atmosfera solo l’Australia, gli USA e la UE, mentre tutti gli altri soggetti avevano continuato a produrre gas serra, anche in quantità superiori rispetto alle registrazioni storiche.

Per cui la UE ha dovuto calmierare le lobby industriali europee, esasperate da anni di misure anti-gas serra troppo rigide rispetto al resto del mondo, allentando le norme sull’emissione degli inquinanti direttamente nocivi per la salute, in particolare degli NOx e del PM, con la nuova direttiva NEC (National Emissions Ceilings) emanata nel novembre 2016. L’argomento è già stato trattato in questo blog.

Dopo la COP21, non solo è prevedibile un peggioramento della qualità dell’aria,  ma è anche iniziato il bavaglio all’informazione sull’inquinamento ambientale, con blocco della pubblicazione degli annuali rapporti sia a livello europeo (dell’EEA = European Environmental Agency) che italiano (l’ARPA Lombardia non ha più reso pubblico il rapporto riguardante l’anno 2016).

E così cerchiamo di tenerci informati sull’inquinamento dell’aria in Italia e in Europa attraverso lo studio sopra citato, frutto della collaborazione tra l’Istituto meteorologico norvegese, l’Istituto internazionale dei sistemi applicati (IIASA) in Austria e il Dipartimento spazio, terra e ambiente della Chalmers University of Tecnology in Svezia. Le nostre fonti informative sono ormai extra-istituzionali.

Premesso che il dieselgate ha svelato che le emissioni di NOx da parte degli autoveicoli diesel in circolazione in Europa risultano, su strada, da 4 o 7 volte superiori rispetto ai test ufficiali, il lavoro scientifico che oggi prendiamo in considerazione ci ricorda che le morti premature per eccessive emissioni nocive da traffico stradale, in Italia nel 2013 sono stati 2.810. Esse si sarebbero quasi dimezzate, scendendo a 1.560, se fossero stati rispettati i parametri certificati dalle case automobilistiche al momento dell’omologazione dei loro motori diesel. Le morti premature si sarebbero ridotte addirittura a 890 (a circa 1/3 della mortalità effettivamente registrata) se le emissioni di NOx da diesel fossero state uguali alle emissioni da motori a benzina.

Veniamo edotti del fatto che gli NOx sono i principali precursori del PM e che il particolato è il principale responsabile, se inalato in eccesso ed in modo continuativo da persone di per sé sane, di tumori, di malattie cardiovascolari e respiratorie che conducono a morte prematura.

Nei gas di scarico il motore diesel Euro 6 emette 600 mg/km di NOx, più di 50 mg/km di PM10 e ben 2 chili e 650 grammi di CO2 per ogni litro bruciato di gasolio.

Ecco il dettaglio delle morti premature calcolato dai ricercatori sopra citati per i principali Paesi europei:

2

Complessivamente, in Europa, circa 10 mila morti premature ogni anno sono dovute ai fumi di scarico dei motori a gasolio. Ma si sarebbero potuto evitare 7.500 morti se le emissioni diesel fossero state uguali a quelle dei motori a benzina.

E’ evidente che 100 milioni di autoveicoli spinti da propulsore diesel in Europa sono veramente troppi, infatti corrispondono al doppio di tutti i diesel circolanti nel resto del mondo.

Perciò la Francia e l’Inghilterra hanno negli ultimi tempi bandito i motori a combustibile fossile, a partire dall’anno dal 2040 (il Giappone dal 2030) e addirittura i veicoli ibridi, favorendo la mobilità ad emissione zero vale a dire con motori esclusivamente elettrici.

E’ per questo che il top di gamma della Porche è una ibrida, la Panarema Turbo SE-Hybrid, presentata al Salone di Parigi nella primavera scorsa e che la Formula E, il campionato automobilistico per veicoli a motore completamente elettrico, ha visto nel 2017 l’adesione alla VI edizione di tutti i più importanti team mondiali, interessati a progettare le migliori soluzioni per la diffusione al pubblico di automezzi elettrici.

Il servizio di car-sharing è completamente elettrico da tempo a Monaco di Baviera e in molte altre città europee (Italia esclusa). A Berlino è già realtà anche lo scooter-sharing, realizzato dal gruppo tedesco Bosch, che si sta estendendo anche a Parigi.

L’Italia da almeno un lustro sembra semiparalizzata: non ha ancora sviluppato organicamente una rete di rifornimento degli autoveicoli elettrici e probabilmente, dopo l’autolesionistica chiusura delle sue centrali nucleari in seguito al referendum del 1987, difficilmente dispone di una capacità di produzione di energia elettrica capace di far fronte al dilagare di propulsori elettrici.

L’Italia si caratterizza invece per una curiosa mobilità alternativa a gas. La combustione di quella miscela di propano e butano conosciuta con l’acronimo GPL libera CO2 in misura inferiore alla benzina verde e molto inferiore al gasolio, con PM praticamente assente e NOx presenti solo in tracce. Il metano è ancora più rispettoso della salute della gente, perché dopo la combustione non rilascia né NOx né PM, però emette una discreta quantità di CO2 (ma di anidride carbonica non è mai morto nessuno).

Un dubbio amletico ci attanaglia alla fine di tutto questo discorso: i politici con le maggiori responsabilità a capo delle nostre istituzioni conoscono sufficientemente la problematica dell’inquinamento aereo nel bacino padano-veneto?

Annunci

One thought on “IL MOTORE DIESEL PRINCIPALE CAUSA DI MORTI PREMATURE

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: