INQUINAMENTO AEREO DA ARSENICO

Dott. Luciano Sabolla

Con gli ultimi articoli abbiamo aperto il libro della contaminazione dell’aria da micro inquinanti, sostanze capaci di produrre nell’uomo effetti tossici e cancerogeni a concentrazioni molto inferiori di quelle osservate per gli inquinanti classici.

Tra questi micro inquinanti, oltre al benzopirene recentemente trattato, è opportuno occuparsi anche dell’arsenico (As), perché nel grafico estratto dalla pubblicazione dell’Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente (ENEA) dal titolo: Effect-based activities on air pollution: What is the state of the natural and anthropogenic Italian ecosystems?, edita nel marzo 2017, tale sostanza presenta un trend preoccupante in atmosfera, a causa delle emissioni industriali in Italia.

L’As è rilevabile in oltre 200 minerali. Alte quantità di As sono rinvenibili in Sardegna nell’area mineraria del Furtei ed in Piemonte nella Valle Anzasca. Nella Piana di Scarlino, nel Grossetano, sono stati trovati sali insolubili di As inglobati in sedimenti argillosi conseguenti alle alluvioni del fiume Pecora.

L’As è naturalmente presente nei corsi d’acqua derivanti da falde freatiche che lambiscono i minerali contenenti As, ad esempio nel Rio Gruppa, che drena l’area ricca di arsenopirite di Monte Ollasteddu, tra le province di Cagliari e Nuoro o nel torrente Argentina a Sellano (PG) o nelle acque potabili in alcuni Comuni dell’Alto Lazio (Viterbese).

In natura liberano As nell’aria i microrganismi del suolo, il vento che lo erode e l’attività vulcanica.

Durante l’attività mineraria sono stati riversati nel Rio Baccu Locci nella bassa valle Flumendosa  (Sardegna meridionale) elevate quantità di materiale contenente As.

Le acque sotterranee contaminate da As sono state utilizzate in agricoltura per irrigare le colture e in zootecnia per alimentare gli animali in allevato. Questo comportamento può far entrare l’As nella catena alimentare umana. Elevate concentrazioni di As sono state evidenziate, ad esempio, nel riso prodotto in Bangladesh e nel Bengala e in alcuni prodotti alimentari a base di alghe.

La Commissione Europea ha stabilito un valore massimo per il tenore di As inorganico presente nel riso, che  dal 1° gennaio 2016 rende sicure le nostre importazioni di questo cereale.

Le piante e le coltivazioni destinate al consumo umano possono venir contaminate con As anche attraverso fertilizzanti, fungicidi, diserbanti e antiparassitari contenenti tale elemento, utilizzati in pieno campo ma specialmente in serra per la difesa di specie floricole ad alto reddito.

Per l’uomo la principale fonte di esposizione non occupazionale all’As è dunque rappresentato dalla dieta.

Ma sempre più numerose sono le attività antropiche che diffondono As nell’ambiente, in quanto estraggono questo metalloide per utilizzarlo in svariati settori produttivi data la sua alta reattività chimica (l’As può assumere quattro diversi stati di ossidazione), le sue proprietà  semiconduttrici etc. L’industria diffonde As nell’ambiente attraverso scarti metallurgici solidi o scarichi idrici, in particolare quando utilizza detergenti e fanghi di depurazione. Ciò accade in impianti chimici per la fabbricazione di prodotti inorganici di base o nelle sedi di trattamento chimico-fisico e/o biologico dei rifiuti.

L’industria può liberare As in atmosfera durante i processi di fusione dei minerali contenenti rame, piombo ed oro. Possono essere fonti di inquinamento aereo da As le vetrerie, le industrie di ceramiche e di cosmetici, quelle che producono componenti elettronici (semiconduttori, circuiti integrati), le industrie tessili e i colorifici.

Importante sorgente atmosferica di As è la produzione di energia con combustibili fossili (carbone e petrolio). Gli impianti che emettono maggiormente As sono le centrali termoelettriche a carbone. La combustione del carbone rilascia As in aria soprattutto con le ceneri.

Le fonti civili di inquinamento aereo sono principalmente: il riscaldamento domestico, l’incenerimento di rifiuti, le esalazioni delle discariche, il traffico veicolare e quello aereo.

L’As atmosferico è in gran parte depositato sul PM (particulate matter) e il suo “valore obiettivo”, stabilito per legge nel 2007, è di 6 nanogrammi per metro cubo d’aria(6 ng/m3), soglia di sicurezza da non superare, calcolata (sul PM) come media annuale.

Una pubblicazione dell’INAIL riporta che l’As in atmosfera nell’anno 2007 ha superato il valore obiettivo 25 volte in una stazione del Piemonte, 11 volte in centraline ubicate in Lombardia e 3 volte in Sicilia.

Le emissioni di As in atmosfera in conseguenza della combustione industriale (macrosettore che contribuisce per l’84% all’emissione nazionale totale di tale inquinante) sono state stimate nel 2005 in 10.2 tonnellate per il Veneto, 4.4 per la Lombardia, 4.2 per la Toscana (centrali termoelettriche di Piombino) e 2 per la Puglia (altoforni dell’ILVA di Taranto). Nella sola provincia di Venezia sono state emesse in quell’anno oltre 6 t/a di As (specialmente dall’impianto termoelettrico di Fusina, alimentato prevalentemente a carbone) vale a dire il 17% del totale nazionale circa. Nella provincia di Carbonia-Iglesias, in Sardegna, una discreta quantità di As viene liberata in atmosfera dalla centrale UB Sulcis, alimentata prevalentemente a carbone.

Invece i rapporti annuali dell’ARPA Lombardia riportano valori di As nell’aria quasi sempre inferiori a 2 ng/m3, ma come media annuale, senza specificare il numero di giornate di “sforamento” dal valore obiettivo.

La ripetuta introduzione nell’organismo umano dell’As lo fa accumulare specialmente nei capelli e può causare, anche a dosi basse, malattie cardiovascolari, predisposizione ad infezioni broncopolmonari, cancro della mammella e della vescica ed altre patologie, da cui la necessità che la UE renda obbligatorio per tutti i 28 Paesi aderenti un rilevamento più capillare dell’As anche in atmosfera ed inserisca i rilevamenti di As tra le comunicazioni obbligatorie ogni anno a Bruxelles.

Sommario

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: