NEL BACINO PADANO-VENETO SIAMO INQUINATI DAL BENZOPIRENE

dott. Luciano Sabolla

Il grafico delle concentrazioni medie degli inquinanti atmosferici, estratto dal report 2016 recentemente pubblicato della European Enviromental Agency (EEA), evidenzia che da un quindicennio l’unica sostanza tossica che si mantiene elevata nell’aria nei Paesi dell’Unione Europea (UE) è il benzopirene (BaP), il rappresentante tipico della famiglia degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Più precisamente, tra il 2000 e il 2014 tale sostanza tossica è globalmente aumentata in atmosfera dell’1%.

Nell’aria il BaP è presente in quanto inglobato nelle polveri fini o PM (particulate matter) soprattutto in quelle ultrasottili (PM2.5): da queste veicolato, l’idrocarburo penetra nell’albero tracheo bronchiale e raggiunge gli alveoli più profondi dei nostri polmoni.

La soglia massima consentita per la concentrazione in aria del BaP, operativa solo dal 2013, è di 1 nanogrammo per metro cubo di aria (1 ng/m3) calcolato come media annuale. Rispetto a questo limite europeo, un quarto della popolazione urbana respira BaP in quantità superiori. La percentuale dei residenti nelle città che inalano BaP in eccesso supera il 90% se si prende come livello massimo consentito, quello fissato per il BaP dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, vale a dire 0.12 ng/m3 (media annuale).

La concentrazione di BaP viene estrapolata indirettamente dalle polveri PM10, con metodo ampiamente esposto a sottostima, anche perché solo il 90% del BaP atmosferico è inglobato nel PM (il restante 10% è disperso in forma gassosa).

Misurato il BaP si può poi indirettamente risalire alla concentrazione degli IPA in atmosfera.

L’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nell’Annuario dei dati Ambientali 2014-2015 afferma che: “Il benzo(a)pirene [BaP] è l’unico inquinante a presentare livelli atmosferici in crescita in Europa e in Italia.” In particolare “tra il 1990 e il 2010 […] si evidenzia un incremento medio dell’IPA del 36%”. Il più recente lavoro scientifico sull’inquinamento atmosferico da BaP in Europa (Guerreiro et al. / Enviromental Pollution, 214 [2016] 657-667) precisa che in Italia si sono registrati livelli superiori ai limiti di legge soprattutto nei territori nord-orientali.

Infatti sul sito dell’ARPAV (Regione Veneto) si legge questa valutazione relativa all’anno 2015: “Dal confronto tra i livelli di benzo(a)pirene registrati presso le 18 stazioni attive nel 2015 ed il Valore Obiettivo, si osserva uno stato negativo dell’indicatore in quanto nel 72% delle stazioni tale valore è stato superato.”

Gli effetti nocivi per la salute umana sono rilevanti, perché il BaP produce nei soggetti esposti a quantità eccessive: malformazioni genetiche ed embrionarie, deficit cognitivi nei primi anni di vita, danneggiamento del sistema immunitario, malattie cardiovascolari e respiratorie, sviluppo di cancro del polmone, della pelle e della vescica.

Il BaP viene liberato dalla combustione incompleta di biomasse (es.: legna da ardere) e di materia organica (es.: incenerimento dei rifiuti, pensiamo alla Terra dei Fuochi), dall’uso del carbone (specialmente nelle industrie della Polonia, Romania e altri Paesi dell’Est), ma è presente anche nel fumo di sigaretta e negli esausti dei motori diesel.

Gli autoveicoli trainati da motori diesel sono i principali responsabili della liberazione in aria degli ossidi d’azoto (NOX) e del particolato noto come PM (polveri sottili), mentre secondo le valutazioni dell’EEA sarebbero responsabili solo del 3% delle concentrazioni atmosferiche di BaP a livello europeo. Il fatto però che scomponendo le sorgenti di BaP, nell’ultimo quindicennio il traffico su gomma abbia segnato un incremento di produzione di BaP del 50% e che il superamento della soglia massima consentita per il BaP venga registrato sistematicamente in oltre il 90% delle centraline nelle città europee, dove è elevata la densità degli autoveicoli diesel e minoritario l’utilizzo di sistemi termici domestici a biomassa, fa sospettare che in sede urbana prevalga la responsabilità, nella liberazione di BaP, dei motori diesel rispetto ai bruciatori di biomasse solide.

La più importante sorgente di BaP a livello europeo è comunque costituita dalla combustione di biomasse nel settore civile, responsabile ormai dei 2/3 delle emissioni totali di BaP. L’uso di questo tipo di combustibile è sensibilmente aumentato dal 2005, in tutta la UE e quindi anche in Italia, sia per il suo basso costo sia per l’incentivazione all’acquisto di caminetti aperti e chiusi, di stufe, cucine e caldaie alimentate a legna o a pellets. L’uso per il riscaldamento domestico di questo combustibile organico copre quasi il 50% delle sorgenti di energia rinnovabile nei 28 Paesi della UE, anche per i prossimi anni.

La politica della UE di sostegno all’acquisto di bruciatori a biomassa solida poggia su motivazioni ambientaliste (minor liberazione di CO2 rispetto alla combustione del gasolio), ma tiene all’oscuro il consumatore circa le altre sostanze emesse dalle apparecchiature termiche residenziali, che sono il PM, gli NOX, il BaP ed il black carbon, frazione carboniosa del particolato anch’essa coinvolta nel riscaldamento climatico per le sue proprietà ottiche.

L’inquinamento atmosferico da BaP è tenuto in sordina nei documenti delle nostre istituzioni e sui media italiani principalmente per i seguenti motivi:

  • In Italia l’eccesso di BaP nell’aria è attualmente un problema quasi esclusivo delle regioni del Nord-est, ma presto dell’intero bacino padano
  • la comunicazione alla UE delle concentrazioni atmosferiche di questo inquinante non è obbligatoria e l’Italia non comunica nulla in merito
  • il progressivo accumulo nell’aria di BaP rappresenta l’esito, nefasto per la nostra salute, di politiche di incentivazioni sbagliate, basate su valutazioni ecologiche incomplete e superficiali
  • è consolidata la lobby dei produttori di apparecchiature per il riscaldamento domestico a biomassa.

Anche nella progettazione di nuove centrali termiche si tende ad utilizzare biomasse e a ritornare al carbone, risparmiando sui costi del combustibile e certamente incrementando la redditività, senza curarsi però delle conseguenze delle emissioni in atmosfera sulla salute della popolazione generale.

Per arginare l’inquinamento atmosferico dovuto a BaP e alle altre sostanze tossiche, non legato al traffico, si dovrebbe avere il coraggio di proporre i seguenti provvedimenti, peraltro a costo zero:

  • rendere obbligatoria la valutazione dell’impatto sulla salute pubblica degli inquinanti liberati in atmosfera dai futuri impianti ed apparecchiature, in tutte le situazioni in cui è già vincolante la valutazione dell’impatto ambientale
  • inserire in maniera sistematizzata le nozioni concernenti gli effetti sulla salute dei noti inquinanti aerei, negli insegnamenti in tutti i settori di ingegneria
  • rendere obbligatorio il requisito della tutela della salute pubblica dagli effetti nocivi degli inquinanti aerei, in tutte le gare pubbliche per progetti urbanistici civili e industriali.

Sommario

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: