PRIMA CONCRETA INIZIATIVA PER RIDURRE L’INQUINAMENTO AEREO

dott. Luciano Sabolla

Da qualche settimana sono iniziati sull’autostrada A22 i test del progetto Brenner LEC, che significa “corridoio del Brennero a bassa emissione”, per ridurre la liberazione in aria di sostante inquinanti dai motori delle autovetture, soprattutto diesel. Essi consistono nel far diminuire l’andatura auto veicolare mediante l’uso di segnaletica intelligente, quindi imponendo il limite di velocità di 100 km/h (che in autostrada sarebbe di 130 km/h) in caso di superamento dei livelli massimi prescritti dall’Unione Europea alle concentrazioni di ossidi d’azoto (NOx), di polveri sottili (PM10 = particulate matter fino a 10 micron) e di anidride carbonica (CO2) liberati in atmosfera dal traffico su gomma, rilevati lungo il percorso in tempo reale da centraline fisse, anche in base a valutazioni previsionali predeterminate su base meteorologica attuale e storica.

Gli automobilisti vengono informati in tempo reale attraverso un sistema di pannelli a messaggio variabile comandati a distanza.

Questa riduzione dinamica della velocità massima consentita, applicata per ora in via sperimentale solo ad un tratto della lunghezza di 10 km dell’A22 tra l’uscita di Egna/Ora e quella di San Michele, su ambedue le corsie, è parte di un complesso progetto iniziato nel settembre scorso, che 2021 porterà a pieno esercizio un sistema di gestione del traffico avanzato collaudato e ottimizzato, da estendere poi all’intero corridoio alpino Brennero – Verona.

Questo progetto denominato Brenner lower emission corridor (LEC) è realizzato da una cordata di soggetti, coordinata dall’A22, tra cui le Province Autonome di Trento e Bolzano, l’Università degli Studi di Trento e due società private specializzate nel settore, per un costo complessivo di 4 milioni di euro, al 50% sborsati dall’Unione Europea. Lo strumento finanziario della UE di sostegno ai progetti di tutela ambientale come questo si chiama LIFE, perché ultimamente migliora la nostra vita.

Passando da una velocità di 130 km/h ad una di 100 km/h, un’autovettura diesel EURO 5 emette in media il 39% in meno di PM10 e di NOx ed il 22% in meno di CO2, consentendo al tempo stesso un significativo risparmio di carburante. In caso di traffico intenso la diminuzione della velocità delle autovetture riduce gli incolonnamenti, le fasi di accelerazione e decelerazione; con la regolarità dell’andatura abbassa l’inquinamento atmosferico, l’effetto serra e i tempi di percorrenza.

Vengono esclusi dal provvedimento i veicoli pesanti (autocarri con massa a pieno carico superiore alle 12 tonnellate) perché i loro motori sono concepiti  e ottimizzati sulla velocità commerciale di 80 km/h. Essi inquinano maggiormente l’aria quando procedono a velocità superiore o inferiore a tale valore.

Il progetto Brenner LEC costituisce l’unico intervento innovativo per la bonifica dell’aria nell’Italia settentrionale e contemporaneamente rappresenta una incisiva reazione all’inerzia delle istituzioni del nostro Paese, che non hanno saputo portare avanti l’ Accordo di programma firmato nel dicembre 2013 tra cinque Ministeri (Ambiente, Trasporti, Sviluppo Economico, Salute e Politiche agricole e forestali), le Regioni del bacino padano (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta) e le Province Autonome di Trento e Bolzano, con l’obiettivo di individuare e sviluppare delle attività straordinarie da applicare, in concorso con quelle ordinariamente svolte, per debellare l’inquinamento atmosferico nel bacino padano-veneto. L’avvento del governo Renzi ha praticamente affossato l’intesa, facendo perdere un triennio prezioso alla lotta per un’aria pulita. Con il progetto Brenner LEC le Province Autonome ad influsso germanico si sono di fatto sfilate dall’inconcludente sodalizio del 2013, grazie alla loro maggiore indipendenza dall’accentramento paralizzante di Roma, forse grazie anche al diverso colore politico rispetto alle principali regioni padane e grazie ai loro più efficaci contatti con il governo tedesco e con l’UE.

Peraltro finanziando le province germanofile italiane per la realizzazione di questo progetto, Bruxelles va a migliorare significativamente la dorsale europea nord-sud E35 (l’asse viario Amsterdam – Roma) e nel contempo attenua le velleità italiane settentrionali di limitazione della circolazione stradale agli autoveicoli con motore diesel, responsabili di inquinare l’aria coi loro esausti in misura decine di volte superiore rispetto ai motori a benzina.

Certamente il progetto Brenner LEC sarebbe più completo, per quanto riguarda le emissioni inquinanti delle autovetture, se oltre a modulare la velocità esentasse dal pedaggio autostradale i veicoli a trazione elettrica, che non emettono sostanze tossiche per l’apparato respiratorio. Il costo della percorrenza su autostrada potrebbe invece essere dimezzato per le autovetture ibride, che inquinano solo quando utilizzano il propulsore secondario a benzina rispetto a quello principale elettrico (tutte e due in funzione ad elevate velocità).

Le altre Regioni del bacino padano-veneto forse trovano difficoltà ad estendere l’esperienza del Brenner LEC alla propria rete autostradale a causa del loro statuto ordinario, che le assoggetta agli indirizzi del Governo centrale. Ma sulla scia del progetto delle province autonome dell’estremo Nord-est, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna dovrebbero provare ad estendere l’innovazione LEC alle loro infrastrutture viarie maggiori, se non altro per smarcarsi finalmente dalla corresponsabilità dell’intossicazione collettiva da aria avvelenata.

 

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