ISTITUZIONI E INQUINAMENTO AEREO

Dott. Luciano Sabolla

Il bacino padano presenta sia specifiche condizioni orografiche e meteoclimatiche (stabilità atmosferica, inversione termica) sia la più consistente attività economica nazionale, che favoriscono situazioni di inquinamento aereo particolarmente diffuso con allarmanti e prolungate concentrazioni di inquinanti in atmosfera, soprattutto del fine particolato o particolate matter (PM) del diametro di 10 micron (PM10) e degli ossidi d’azoto (NOx).

Ragion per cui nel dicembre 2013, durante il Governo di Enrico Letta, è stato raggiunto un Accordo di programma tra cinque Ministeri (Ambiente, Trasporti, Sviluppo Economico, Salute e Politiche agricole e forestali), le Regioni del bacino padano (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta) e le Province Autonome di Trento e Bolzano, con l’obiettivo di individuare e sviluppare in modo coordinato una serie di attività straordinarie da applicare, in concorso con quelle ordinariamente svolte, per debellare l’inquinamento atmosferico nel bacino padano (vd sopra, le firme dei responsabili istituzionali).

Poi però abbiamo avuto il Governo di Matteo Renzi, durato quasi tre anni, dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016, durante il quale l’Accordo pur sottoscritto è rimasta lettera morta. Ad esempio, la Corte dei Conti certifica che nel triennio 2013-2015, su 50 milioni di euro stanziati per lo sviluppo della mobilità con autoveicoli a motore elettrico (installazione di nuove colonnine di ricarica), sono stati spesi dalle Amministrazioni italiane solo € 6.300 per stampare i relativi bandi di gara: del residuo stanziamento più nessuna traccia.

Da tempo Legambiente ritiene insostenibile la situazione dell’aria milanese. “Negli ultimi quattro anni in Lombardia non si è respirata aria peggiore. I dati rilevati dalle centraline Arpa sul territorio regionale hanno rilevato che ieri, il 30 gennaio 2017 è stata la giornata con i più alti livelli di polveri sottili su tutta la Lombardia. Monza domina la classifica con 178 microgrammi per metro cubo di PM10, seguita a ruota da Brescia con 173 e da Bergamo e Mantova con 172, vale a dire ben oltre il triplo della concentrazione consentita dalla legge, che fissa la soglia a 50 microgrammi per metro cubo d’aria. A Milano la media giornaliera si è attestata sui 161 microgrammi per metro cubo, contro i 137 dell’anno scorso“.

Le procedure di infrazione aperte contro l’Italia dalla Corte di Giustizia della UE per l’inquinamento aereo dell’ultimo decennio, ci hanno già inflitto due condanne cioè a pagare sanzioni di miliardi di euro e ad essere penalizzati dal dirottamento ai Paesi est-europei dei fondi strutturali UE inizialmente a noi destinati.

Poiché la violazione delle direttive europee sulla qualità dell’aria interessano sempre in particolar modo il bacino padano, la riattivazione, dopo tre anni irresponsabilmente perduti, dell’Accordo tra Regioni Province autonome settentrionali e Ministeri competenti, su un programma straordinario e coordinato per l’adozione di misure addizionali ed incisive contro l’avvelenamento dell’atmosfera, potrebbe evitarci la terza condanna da parte della Corte di Giustizia ed attenuare sensibilmente i nostri rischi sanitari da inquinamento aereo.

La task force tra le istituzioni si era impegnata, e dovrebbe ora rinnovare l’impegno, per la realizzazione omogenea e congiunta delle misure di breve, medio e lungo periodo, di carattere normativo, programmatico e finanziario necessarie per contrastare l’inquinamento atmosferico nelle zone del bacino padano. Questo attraverso la costituzione di gruppi di lavoro che  elaborino entro sei mesi i necessari provvedimenti.

Facciamo un esempio. Il 30 gennaio 2017 nell’aria di Milano la concentrazione aerea del PM2.5 era di 136mcg/m3 e i media non ne hanno parlato semplicemente perché la legge italiana ancora non prevede un limite giornaliero per questo parametro, ma solo quello annuale, fissato dall’UE. Cosa ci vuole nell’ambito di un Accordo di programma tra Ministeri, Regioni e Province autonome, ad adottare la soglia giornaliera anche per il PM2.5, già da alcuni anni stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in 10 mcg/m3? E quante altre iniziative potrebbe assumere la task force inter-istituzionale per tutto il bacino padano: blocco del traffico su gomma altamente inquinante, alleggerimento degli oneri fiscali e del pedaggio di automezzi a propulsione elettrica, approfondimento sul riscaldamento da combustione di biomasse e da gasolio, partecipazione a iniziative transalpine di infrastrutturazione per il rifornimento elettrico o di idrogeno per autoveicoli, nuovi collegamenti ferroviari per il trasporto di merci e passeggeri, individuazione di processi meno inquinanti in agricoltura e nella zootecnia …!

Naturalmente il Ministero dell’economia dovrebbe restituire le risorse finanziarie per l’attuazione delle direttive dell’Accordo di programma. Anche se sappiamo che a Francoforte la banca centrale europea (Bce) si sta chiedendo dove siano finiti i 90 miliardi di euro risparmiati sul servizio del debito italiano, in questi tre anni di Governo Renzi, visto che non sono stati impiegati per ridurre lo stock di titoli di Stato emessi per finanziare il nostro disavanzo nazionale.

E i nostri parlamentari, intanto, si sono abituati a lavorare in Parlamento due giorni la settimana…

Eppure il momento per riavviare un patto inter-istituzionale per il risanamento dell’atmosfera padana potrebbe essere favorevole, se consideriamo che Paolo Gentiloni, odierno Capo del Governo, per un decennio è stato direttore del mensile di Legambiente Nuova Ecologia, dal 1984 al 1993 e quindi dovrebbe aver mantenuto una particolare sensibilità per la buona ecologia.

Ma noi opinione pubblica dobbiamo aumentare la nostra conoscenza sulla tematica ed innalzare la nostra voce, assieme a quella della galassia di associazioni ecologiste, perché si ritorni con un nuovo slancio operativo alla concertazione inter-istituzionale di tre anni fa.

Sommario

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: