Tumori maligni: facciamo il punto

Dott. Luciano Sabolla

Incidenza = quanti nuovi casi in un anno

L’anno scorso sono stati diagnosticati in Italia 363mila casi di tumore maligno (esclusi quelli della cute), vale a dire 1000 neoplasie maligne ogni giorno. I casi interessano complessivamente un po’ di più gli uomini (54%) delle donne. Il tumore polmonare, tra le forme più diffuse, è stato diagnosticato in 41mila soggetti.

Mortalità (per 100mila abitanti)

La mortalità per tumori è in costante calo in Italia, sia nei maschi (al ritmo di -1,3% all’anno) sia nelle femmine (-0,8%/anno). I dati sono standardizzati per età ossia tenendo conto dell’ invecchiamento della popolazione.

Negli USA la mortalità si è ridotta complessivamente dell’ 1,5% nel decennio 2003-2012. I tumori a prognosi peggiore, per sede di malattia, sono nell’ordine: quello del pancreas (che presenta una sopravvivenza a 5 anni del 5,2%), il mesotelioma (7,6%), il cancro del fegato (10%), quello del polmone (12,6%) e il tumore cerebrale (15,4%). I tumori degli altri organi hanno tutti sopravvivenza media a 5 anni superiore al 65%.

Prevalenza = quanti italiani convivono con un tumore maligno

Nella popolazione italiana si stima che nel 2015 siano circa tre milioni le persone in vita dopo una diagnosi di tumore, il 4,9% della popolazione. Aumentano le guarigioni, dal momento che oggi il 68% degli italiani a cui vengono diagnosticati tumori frequenti, sconfigge la malattia, con percentuali che raggiungono il 91% per la prostata e l’87% per il seno, le due neoplasie più diffuse tra gli uomini e le donne.I casi più numerosi in Italia sono quelli di cancro mammario (quasi 693mila donne), di cancro all’intestino (226mila uomini e 202mila donne) e di tumore prostatico negli uomini (quasi 400mila casi).

Trend = tendenza in crescita o in diminuzione.

L’ incidenza complessiva dei tumori maligni In Italia è in calo per gli uomini (-2,8% all’ anno nel periodo 2006-2010) e sostanzialmente stabile tra le donne, per 100mila abitanti.In particolare, in tale quinquennio gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore del colon-retto sono aumentati del 21%; le donne con tumore della mammella sono aumentate del 19%. Negli USA l’ incidenza di neoplasie è diminuita in media dell’ 1,4% per anno (per 100mila abitanti) tra gli uomini, ma è rimasta stabile tra le donne, nel decennio 2003-2012. Il cancro prostatico si è ridotto addirittura del 6,6% per anno nel quinquennio 2008-2012. Invece in Italia  l’ incidenza del tumore del polmone nelle giovani donne (20-49 anni) ha raggiunto quella dei maschi già nell’anno 2007 (vedi grafico a lato). A metà degli anni ‘90 i cancri polmonari superavano infatti i 10 casi per 100mila maschi, che si sono ridotti nel 2007 (ultimo dato disponibile) a 4,8 casi. Nello stesso periodo il tasso di incidenza nelle donne è passato da 3-4 casi per 100mila a 4,8 casi nel 2007. Una parziale spiegazione risiede nel fatto che negli ultimi 40 anni la percentuale dei fumatori si è ridotta negli uomini, ma è cresciuta tra le donne.Suddividendo i dati per organo, sono in aumento a tutt’oggi i tumori maligni di fegato, cute (melanoma), rene, pancreas e sangue (leucemie).

Fegato

Il dato attuale più preoccupante riguarda il carcinoma epato-cellulare cioè il cancro del fegato, che colpisce i maschi con rapporto 2:1 rispetto alle femmine. Dal 2008 al 2012 negli USA l’ incidenza di tumori del fegato è aumentata in media del 3,4% l’ anno e la mortalità attribuibile ad essi ha presentato un incremento del 2,8% tra gli uomini e del 3,4% l’ anno tra le donne. Il cancro del fegato si sviluppa di regola in soggetti con cirrosi epatica dopo i 55 anni di età. Questa epatopatia cronica è causata dall’infezione con il virus dell’ epatite C contratta molti anni prima, ma anche dall’eccessivo consumo di bevande alcoliche, dall’obesità o dal diabete di tipo 2.

Provvedimenti

Poiché il 40% dei tumori maligni può essere evitato con uno stile di vita sano (abolizione del fumo, dieta corretta ed attività fisica regolare), occorre convincere i soggetti che non si sottopongono agli screening oncologici ad aderire con costanza ai programmi di prevenzione, attuati ormai da anni in tutte le regioni italiane;  riprendere  le campagne anti-fumo; studiare come prevenire la cirrosi epatica in primis con la vaccinazione contro l’ epatite C; sottoporsi periodicamente a visite specialistiche (ad esempio: dermatologiche, urologiche, senologiche e ginecologiche per le donne), ad indagini strumentali (ad esempio: ecografia addominale), ad esami ematologici e delle urine secondo le indicazioni mediche.

Sommario

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