RADIOPROTEZIONE, QUESTA SCONOSCIUTA

Dott. Luciano Sabolla

L’opinione pubblica è scarsamente informata della sorveglianza degli operatori che per lavoro si espongono a radiazioni jonizzanti.

Tali lavoratori sono tipicamente rappresentati dal personale sanitario che interviene in ospedale sui pazienti con la radioscopia, ad esempio durante l’impianto di pace-maker cardiaci e di stent coronarici (vd immagine) o durante le manovre interventistiche in campo urologico etc. Tra gli esposti a radiazioni vi sono anche coloro che operano in Medicina Nucleare oppure, per fare un esempio extra-sanitario, gli occupati nel settore nella dismissione di impianti nucleari (decomissioning).

A certificare che un lavoratore è ‘professionalmente esposto’ (PE) è un laureato in fisica con determinati requisiti, denominato dalla normativa ‘esperto qualificato’ (EQ). Egli valuta l’ entità dell’ irraggiamento negli ambienti circostanti l’apparecchio di radioscopia, come pure i dati dosimetrici personali registrati dai dosimetri che vengono affidati in dotazione alle persone esposte.

Un lavoratore viene definito PE se presenta un’elevata probabilità di assorbire, a causa della sua attività lavorativa, una dose annua superiore a quella ammessa per la popolazione generale. La dose della popolazione generale è fissata a livello internazionale in un milli-Sievert all’anno (1 mSv/y).

I lavoratori riconosciuti come PE vengono quindi suddivisi in due categorie (ctg), A e B, a seconda dell’entità della loro potenziale esposizione a radiazioni. Nella ctg B vengono inseriti i PE con probabilità di assorbire radiazioni inferiori a 6 mSv/y; nella ctg A sono classificati coloro che possono ricevere dosi anche superiori a 6 mSv/y, fino a 20 mSv/y. In caso di emergenza nucleare i PE addetti ai relativi siti possono arrivare addirittura a 100 mSv/y.

La radioprotezione è condotta da un medico che abbia superato un complesso esame al Ministero del Lavoro e che sia quindi stato iscritto in un apposito albo nazionale. Tale medico è chiamato dalla legislazione ‘Medico Autorizzato’ (MA) ed ha il compito di sorvegliare i lavoratori PE, fissando gli esami ai quali questi devono periodicamente sottoporsi, le indagini strumentali, le visite specialistiche, al fine di esprimere un giudizio complessivo di idoneità o meno all’ attività comportante esposizione a radiazioni. Questa idoneità viene espressa e registrata sul documento sanitario personale ogni 6 mesi per i PA di ctg A, ogni anno per i PE di ctg B.

I due professionisti che svolgono la radioprotezione, il MA e l’ EQ, prescrivono ai PE i dispositivi di protezione individuali che devono adottare durante l’ esposizione (il grembiule anti-X a tutti i PE di ctg A, gli occhiali anti-X agli operatori che devono avvicinare la testa al tubo radiogeno etc.) ed i dispositivi protettivi ambientali (schermature e barriere anti-X).

I PE di ctg A e parte degli esposti in ctg B, una volta riconosciuti idonei, hanno diritto ad un’indennità aggiuntiva di circa € 100 mensili e ad un congedo radiologico di 13,5 giorni lavorativi all’ anno, che si aggiungono agli  ordinari 32 giorni di ferie ordinarie proprie di tutto il pubblico impiego (totale: 45,5 giorni di assenza dal servizio all’ anno!).

Un prossimo articolo descriverà le storture applicative della radioprotezione in ambiente lavorativo e proporrà semplici soluzioni a costo zero.

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