Recensione Teclast X98 Pro (K9C6)

La Teclast è un’azienda relativamente giovane, che si propone di sfruttare gli spazi man mano lasciati vuoti dai maggiori competitor a fronte di una diminuzione della domanda di tablet, con un preciso target di mercato, ossia quello medio-alto relativamente alle performance, ma con prezzi competitivi.

Il tablet che andrò a recensire in queste righe, che ho ricevuto in tempi brevissimi da Grossoshop, rispecchia fedelmente la filosofia dell’azienda, a partire dalla seguente scheda tecnica del terminale X98 Pro nella variante “occidentale” K9C6.

Scheda tecnica

CPU Intel Cherry Trail T3 Z8500 Quad Core 2.2 GHz  64-Bit
Display IPS 9,7” 2048 x 1536 264 PPI, multitouch a 10 punti
RAM, ROM, SD 4GB RAM, 64GB ROM, espandibili tramite microSD
Fotocamere 5MPixel retro, 2MPixel fronte
Batteria 8000mAh
WiFi 802.11n sui 2.4GHz
Bluetooth 4.0
Interfacce wired microUSB con OTG, microHDMI
Speaker Stereo
Sensori Gravità/Orientamento
Sistema Operativo Android 5.1 e Windows 10 Home Edition
Dati fisici LxAxP 240x169x7.8 mm  540g

Unboxing

La confezione spartana racchiude il tablet proteggendo il display con un discreto strato di gommapiuma sul coperchio, anche se è consigliabile durante la spedizione una protezione maggiore (il suddetto venditore da questo punto di vista è molto prudente). Il doppiofondo e uno scomparto laterale rivelano un adattatore OTG, un alimentatore con spina “Cinese” (che Grossoshop integra come sempre con un adattatore alle prese europee), cavetto corto ma con spessore rassicurante. Sarebbe stato carino trovarvi anche un adattatore microHDMI-HDMI.

Il lato sinistro comprende il bilancere del volume e il tasto di accensione, posizionati verso la parte alta mentre in basso è situato l’alloggiamento per la micro-SD del tipo “a molla” e il foro per il microfono. Il lato inferiore vede invece la micro-USB, jack audio per le cuffie, la micro-HDMI. Rimangono puliti gli altri due lati, mentre sul retro troviamo fotocamera posteriore (in alto) e uscite altoparlanti (in basso).

Nonostante l’uso della solita plastica policarbonato, la qualità costruttiva dà una sensazione di solidità, anche se il peso può farsi sentire e nel caso di lunghe sessioni di lavoro o di gioco suggerisco l’uso di una tastiera bluetooth. Personalmente ho collegato una Rii mini Keyboard con layout italiano senza problemi, tastiera poco adatta per scrivere lunghi documenti.

All’accensione, dopo il cinesissimo logo, si propone subito il menù del dual boot: robottino verde o mattonelle blu? Fatta la scelta e premuto il pulsante OK si entra nel SO desiderato (il sistema ricorda l’ultima scelta effettuata, entro 10 secondi sarà riproposta di default se non interviene l’utente).

Hardware e Benchmark

Il display è di ottima fattura, non ha cedimenti di luminosità rilevanti nei vari lati dello schermo, la visione laterale è ottima, la luminosità è sufficiente e l’optimum si ha ponendo la slide circa a metà. Può dare un po’ fastidio la mancanza di un sensore di luminosità, pertanto la stessa sarà da gestire manualmente in condizioni particolari di luce ambiente (stanza abbastanza buia piuttosto che all’aperto in un giorno di sole, dove il display rimane leggibile aumentando la luminosità) negli altri casi invece la luminosità media è adeguata. Il touch è reattivo al punto giusto e il supporto ai 10 punti – seppur comune in questo periodo – è lodevole.

La scocca è decisamente rigida e ben fatta, non sono presenti scricchiolii o flessioni anche a un mio temerario tentativo di torsione. L’aspetto è minimalista ed elegante, se proprio bisogna fare una critica direi che manca solo un po’ di personalità.

La CPU è molto potente, scala correttamente le frequenze di lavoro in modo da adeguare i consumi, pertanto non ci sono compromessi da questo punto di vista. I 4 GB di RAM fanno la loro parte rendendo il terminale fruibile senza impuntamenti sostanziali sia in ambiente Android che Windows.

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 (Utility benchmark Aplus SD)

La velocità in lettura /scrittura sembra buona, ma soprattutto sembra notevole l’equilibrio tra scrittura e lettura. Passiamo quindi ai benchmark più comuni, dove si vede come l’hardware nel suo complesso faccia una gran bella figura.

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foto 3.jpgCome al solito i benchmark vanno presi con le pinze, hanno più senso se si riesce a capire se i valori di dettaglio sono corrispondenti alle proprie necessità. E tuttavia, a leggere questi numeri, il terminale batte qualsiasi smartphone di fascia medio alta, per dirne una.

Di seguito altre videate relative all’hardware rilevato.

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(Antutu 5.7.1)

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(Geekbench 3)

Come si vede ancora una volta sono ottimi i livelli di potenza di calcolo del terminale (ovvio, rapportato al prezzo d’acquisto e al fatto che sta pilotando un display ad alta risoluzione).

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(GFX OpenGL  4.0.2)

Strano il fatto che sia andato “out of memory” con uno dei test, che ho ripetuto più volte, forse per via del fatto che quel test (Car Chase) è uno degli ultimi aggiunti dalla suite di benchmark e non è perfettamente compatibile con tutto.

Esperienza d’uso

Le temperature non sono mai state eccessive, segno che la dissipazione del calore è adeguata. Anche in questo caso, non essendo un professionista del settore, non ho misurazioni termometriche a supporto, però la differenza tra una friggitrice e un caldo tepore si può distinguere anche a mano, e inoltre non l’ho mai notato andare in throttling (diminuzione forzata delle frequenze quando la temperatura è alta per salvaguardare l’hardware).

Mancano molti dei sensori più comuni agli smartphone (accelerometro, goniometro, GPS) ma d’altra parte il tablet è inteso più come uno strumento di produttività personale che come sistema tuttofare. E la mancanza di un modulo per l’utilizzo di una SIM per voce e/o dati è superabile utilizzando il tethering dal proprio smartphone.

I tasti volume e accensione sono abbastanza sporgenti, anche troppo, si tende a volte a schiacciarli inavvertitamente, soprattutto se il tablet è girato con i tasti in basso e si appoggia su una superfice (cosa che capita visto il peso). Mancano i soliti 3 pulsanti fisici “Menu”, “Home” e “Indietro” presenti in quasi tutti gli smartphone, sostituiti dalla versione solo software a testimoniare l’intenzione del produttore di risparmiare dove non serve sia in costi di produzione che spazio (questi tasti di solito rubano spazio in una zona definita “mento” per gli smartphone).

Autonomia

La batteria è dichiarata da 8000 mAh. Non avendo strumenti di misurazione a disposizione non riesco a dare una valutazione, riporto i risultati di una ricarica monitorata con Battery Widget Monitor (cui però bisogna dichiarare la capacità della batteria affinché possa effettuare le misurazioni. Come si vede la ricarica è stranamente altalenante, il che vuol dire che o la batteria non ha quella capacità oppure la configurazione della stessa al livello di kernel non è precisa. C’è da dire che Lollipop ha introdotto una nuova gestione delle statistiche di calcolo della capacità di carica, che ha dato non pochi grattacapi a tutti i produttori (è noto ad esempio che il passaggio a lollipop ha abbassato di molto la capacità di carica di molti telefoni top di gamma, sony compresa nonostante il suo noto applicativo “stamina”).

foto 14.jpgFotocamere

La sezione delle fotocamere è sicuramente quella dove Teclast mostra tutti i suoi limiti. Per fortuna oggi come oggi nessuno va in giro senza uno smartphone che faccia foto decenti, e se c’è voglia di superare alcuni ostacoli bisogna rivolgersi al mercato prosumer (leggi: reflex e affini). A mio avviso la fotocamera posteriore è utile solo per leggere i barcode, fare scansioni e simili, foto “vere” solo in condizione di ottima luce ambiente, mentre quella anteriore è sufficiente per fare videochiamate, meno per i “selfie”. Entrambe raccolgono poca luce e sono molto soggette al rumore. C’è da dire anche che il lavoro di ottimizzazione di Teclast è stato pressoché nullo in ambiente android, molti infatti preferiscono piuttosto “rovinare” l’originale applicando pesanti algoritmi di aumento della nitidezza e riduzione del rumore facendo a volte sembrare le foto più un acquerello che una ripresa dal vivo, secondo me quindi c’è margine per migliorare il risultato finale, ma manualmente. La sensibilità alle basse luci mette in evidenza questi limiti, e la mancanza di un flash va ad avvalorare la mia tesi su quali siano gli obiettivi di queste fotocamere. Siamo comunque di fronte alla presenza di un terminale con doppia fotocamera, e questo è in ogni caso un plus in un ambiente, quello dei tablet, dove spesso è più facile trovarne una sola e spesso pressoché inutilizzabile, non come in questo caso.

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(Esterno, con zoom di un particolare al centro)

foto 17.jpg(interno in condizioni di scarsa luce, notare il forte rumore)

Multimedia e wireless

Rimanendo in ambito multimediale, buona cosa è la presenza di un microfono e ottima la presenza di casse stereo, la potenza d’uscita è anch’essa buona, sufficiente per la maggior parte delle applicazioni. La resa non è fedele, ma la mancanza di bassi si può superare solo aumentando lo spessore, e la cosa non è auspicabile in un tablet come in uno smartphone.

Il bluetooth funziona correttamente a quanto pare, ho provato a collegare una tastiera e a scambiare file con lo smartphone, non ho invece auricolari con cui provare l’AD2P.

Il wifi, in versione solo 2.4GHz, è veloce e prende abbastanza bene il segnale, solo un pelo inferiore al mio Jiayu S3 che da questo punto di vista dà la paga a molti altri blasonati pseudo-concorrenti (Samsung S3 Neo e S4 mini).

Android 5.1

Appena entrati nel sistema android si nota subito un’accozzaglia di applicazioni in cinese. Per fortuna sono tutte disinstallabili, ma ovviamente il cliente europeo medio ci fa poco e anzi li guarda con sospetto. Per fortuna è già presente il Play Store di Google con cui si può cominciare a personalizzare l’esperienza d’uso del tablet.

La prima cosa che balza all’occhio è la disponibilità di “appena” 20GB di spazio… e i 64GB totali dove sono finiti? Ebbene, i 64 GB in realtà sono partizionati tra i due sistemi e non esiste un punto in comune: questo a mio avviso è un enorme limite, non ci si può scambiare i file né avere dei punti in comune da cui attingere (biblioteca, playlist musicali, video, etc.). in realtà il punto in comune c’è ed è la microSD, quindi andate subito a comprarne una (meglio se da 64GB e in classe 10).

Android rimane quindi come sistema per l’intrattenimento domestico, che poi è il motivo principale per cui ho comprato il tablet: giochi per bambini, visione di film, e così via.

Il sistema Android non sembra bene ottimizzato, sono evidenti anche se non fastidiosi sporadici lag dell’interfaccia. Sostituendo il laucher con Nova Launcher nella versione gratuita, le cose migliorano considerevolmente.

Trovo utili alcune app di Teclast, come la ricerca di aggiornamenti (anche se non capisco perché non abbiano implementato un aggiornamento OTA) e la scorciatoia per il reboot in Windows, anche se non c’è un analogo da windows vs android.

Per quanto riguarda i giochi invece non ci sono problemi evidenti, la CPU è molto potente e supporta carichi di lavoro pesanti anche in considerazione della risoluzione del tablet.

I pulsanti “Menu”,”Home” e “Indietro” sono presenti in versione software, in una toolbar a scomparsa quando l’applicativo va in full-screen. Ad essi si aggiungono i pulsanti volume (ridondanti visto la presenza a bordo scocca di quelli fisici) e quello per creare lo snapshot. Questo a mio avviso è più fastidioso che utile, avrei preferito una versione presente ad es. nel menu di spegnimento e comunque funziona sempre il POWER/VOL-; lì invece capita spesso di toccarlo per sbaglio (sono pieno di snapshot involontari fatti dai miei figli mentre giocano).

Detto ciò, nel momento in cui scrivo è già disponibile una ROM alternativa che dovrebbe portare numerosi benefici al sistema Android, che si può flashare senza compromettere Windows (posto che chi lo fa debba essere una persona abbastanza “addicted” o quantomeno trovi delle istruzioni precise e dettagliate tanto da non poter sbagliare la procedura, l’aggiornamento del sistema comporta sempre un rischio di brik che aumenta al diminuire delle competenze e della consapevolezza di chi lo fa).

Windows

Personalmente non ho utilizzato molto windows finora, ma essendo nella versione home edition fortunatamente ci si ritrova con un ambiente comunque abbastanza familiare rispetto a un windows phone. L’interfaccia a mattonelle è sempre presente come sono presenti i soliti applicativi e anche una versione light di Office, il tutto con regolare licenza. La reattività del sistema in questo caso diminuisce, è noto che Windows richieda più risorse di un Android anche se la situazione è migliorata dai tempi di Windows Vista (uno dei peggiori SO mai emessi da mamma Microsoft). Diciamo che è paragonabile come reattività di utilizzo ai netbook che andavano di moda pochi mesi fa.

All’avvio la lingua predefinita era l’inglese, ho faticato un pochino (anche per mia ignoranza di windows 10) a mettere la lingua italiana sia come interfaccia che come riconoscimento vocale e grammaticale.

Il sistema non era del tutto aggiornato, sappiamo che MS rilascia periodicamente diversi fix alla sicurezza. Ma ci ho messo molto, molto tempo per allineare il sistema. Questo in parte è stato dovuto al fatto che dopo un po’ di tempo le politiche di risparmio energetico mi spegnevano il wifi anche se il tablet rimaneva attivo, con il risultato che quando tornavo dal lavoro la batteria era scarica (ma fosse stato sotto carica sarebbe stato uguale, mi spegne sempre il wifi) e l’aggiornamento non era completo. Certo, potevo agire sulle politiche di risparmio energetico, ma come detto Windows 10 mi è ancora ostico (per lavoro la mia azienda installa ancora Windows 7 che è più compatibile con molti “vecchi” applicativi).

La navigazione attraverso il browser Edge risulta abbastanza fluida e gradevole.

Grazie al display da 10” il Teclast X98 Pro può decisamente essere un compagno di lavoro per utilizzi occasionali (in periodi di ferie o dove sia importante la portabilità): se si tratta di navigare su internet, leggere la posta, editare documenti Office, il terminale può fare al caso e non è necessario portarsi dietro il solito portatile che, per quanto “portatile” sia non sarà mai comodo da portarsi dietro come appunto un tablet

Conclusioni

Il Teclast X98 Pro inviatomi da Grossoshop si distingue per un’alta qualità dell’hardware e dell’assemblaggio. Pecca in alcuni comparti ritenuti secondari (vedi fotocamere) e in generale nell’ottimizzazione almeno per quanto riguarda Android. Ma se si pensa che terminali equivalenti di marchi più blasonati arrivano a costare ben oltre il doppio, non posso che consigliare l’acquisto.  I punti di forza sono infatti la potenza bruta dell’hardware e un display di ottimo livello con risoluzione “retina”, merce rara in questo comparto.

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