POLMONITE

dott. Luciano Sabolla

Statistica
Ogni anno viene colpita dalla polmonite il 7% della popolazione mondiale.
In Italia la prevalenza della polmonite è maggiore dopo i 65 anni di età e predilige le persone già affette da patologie croniche sia polmonari che extra-polmonari, come pure i trapiantati e gli immunodepressi.
E’ attualmente l’ottava causa di morte nella popolazione generale in USA, ma rimane la principale causa di decessi tra i bambini dei Paesi a basso reddito.

Definizione e patogenesi
La polmonite è un’infezione virale o batterica che riempie gli alveoli di un determinato distretto polmonare (di siero proveniente dal sangue che circola nei capillari disposti alla periferia degli alveoli) determinando un opacamento sul radiogramma toracico. Negli alveoli, occupati dal liquido essudatizio, viene ostacolato lo scambio dei gas.
Con la ventilazione, infatti, l’ossigeno proveniente dall’aria inspirata deve scambiarsi proprio negli alveoli con l’anidride carbonica rilasciata nel lume alveolare dal sangue venoso dell’organismo.

Sintomi
Febbre, tosse, catarro, dolore toracico, difficoltà respiratoria.

Etiologia e implicazioni terapeutiche
I microrganismi responsabili della polmonite sono nella maggior parte dei casi dei batteri, anche se l’infezione è mista batterica e virale in molti casi.
I batteri sono debellabili dagli antibiotici (il primo antibiotico, la penicillina, fu scoperta da Fleming nel 1928) e il punto cruciale della terapia riguarda allora la sensibilità del batterio patogeno all’antibiotico che assumerà il paziente. Il medico in prima battuta propone pertanto una terapia domiciliare, su base empirica, prescrivendo l’antibiotico che ritiene possedere lo spettro d’azione più adatto a colpire la popolazione batterica che pensa sia responsabile del quadro sintomatologico.

Prevenzione
Nel 1988 è iniziata la vaccinazione infantile contro il batterio Haemophilus influenzae di tipo B. La vaccinazione contro lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) ha preso avvio per gli adulti nel 1977, per i bambini nell’anno 2000. Queste misure profilattiche hanno fatto diminuire sensibilmente le polmoniti in tutti i Paesi.

Complicazioni della polmonite

Se l’infezione colpisce gli alveoli polmonari periferici, essa può comportare una consensuale irritazione del rivestimento esterno del polmone ossia della pleura, che reagisce producendo una versamento pleurico. Si verifica allora l’associazione tra polmonite e pleurite.

Se la polmonite non regredisce con il trattamento domiciliare impone la necessità di un ricovero ospedaliero per una terapia più mirata, spesso a base di più antibiotici somministrati in vena durante la giornata. In ospedale può essere approfondita la diagnosi principalmente mediante esami ematologici e microbiologici dell’espettorato e TAC toracica. L’insieme degli accertamenti consente di identificare meglio gli agenti patogeni per un più specifico trattamento farmacologico.

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