Recensione Teclast X98 Pro (K9C6)

La Teclast è un’azienda relativamente giovane, che si propone di sfruttare gli spazi man mano lasciati vuoti dai maggiori competitor a fronte di una diminuzione della domanda di tablet, con un preciso target di mercato, ossia quello medio-alto relativamente alle performance, ma con prezzi competitivi.

Il tablet che andrò a recensire in queste righe, che ho ricevuto in tempi brevissimi da Grossoshop, rispecchia fedelmente la filosofia dell’azienda, a partire dalla seguente scheda tecnica del terminale X98 Pro nella variante “occidentale” K9C6.

Scheda tecnica

CPU Intel Cherry Trail T3 Z8500 Quad Core 2.2 GHz  64-Bit
Display IPS 9,7” 2048 x 1536 264 PPI, multitouch a 10 punti
RAM, ROM, SD 4GB RAM, 64GB ROM, espandibili tramite microSD
Fotocamere 5MPixel retro, 2MPixel fronte
Batteria 8000mAh
WiFi 802.11n sui 2.4GHz
Bluetooth 4.0
Interfacce wired microUSB con OTG, microHDMI
Speaker Stereo
Sensori Gravità/Orientamento
Sistema Operativo Android 5.1 e Windows 10 Home Edition
Dati fisici LxAxP 240x169x7.8 mm  540g

Unboxing

La confezione spartana racchiude il tablet proteggendo il display con un discreto strato di gommapiuma sul coperchio, anche se è consigliabile durante la spedizione una protezione maggiore (il suddetto venditore da questo punto di vista è molto prudente). Il doppiofondo e uno scomparto laterale rivelano un adattatore OTG, un alimentatore con spina “Cinese” (che Grossoshop integra come sempre con un adattatore alle prese europee), cavetto corto ma con spessore rassicurante. Sarebbe stato carino trovarvi anche un adattatore microHDMI-HDMI.

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POLMONITE

dott. Luciano Sabolla

Statistica
Ogni anno viene colpita dalla polmonite il 7% della popolazione mondiale.
In Italia la prevalenza della polmonite è maggiore dopo i 65 anni di età e predilige le persone già affette da patologie croniche sia polmonari che extra-polmonari, come pure i trapiantati e gli immunodepressi.
E’ attualmente l’ottava causa di morte nella popolazione generale in USA, ma rimane la principale causa di decessi tra i bambini dei Paesi a basso reddito.

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Regolamento europeo protezione dati personali

In data 27 Gennaio 2012 la Commissione Europea ha iniziato a lavorare alla proposta di regolamento del trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati (REGOLAMENTO GENERALE SULLA PROTEZIONE DEI DATI).

Nel Marzo 2015 viene aperto il Trilogo tra Commissione, Parlamento e Consiglio degli Stati, ossia una tavola comune mediante la quale arrivare all’approvazione del testo definitivo di Regolamento Europeo sulla Data Protection.

Il 14 aprile 2016 il Parlamento europeo, in seconda lettura, ha approvato definitivamente il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.

Il Regolamento sarà pienamente applicabile a partire dal 20 giugno 2018.

Regolamenti

Un regolamento è un atto legislativo vincolante. Deve essere applicato in tutti i suoi elementi nell’intera Unione europea.

Direttive

Una direttiva è un atto legislativo che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi dell’UE devono realizzare. Ciascun paese può però decidere come procedere. È quanto è avvenuto con la direttiva sulla privacy. La direttiva prevede livelli minimi di sicurezza, ma ogni stato ha varato la propria regolamentazione.

Anche in Italia sono stati imposti livelli minimi di sicurezza e livelli di idoneità.

Quali sono i principali cambiamenti?

  • Il “diritto all’oblio” è stato rafforzato per aiutare le persone a gestire meglio i rischi per la protezione dei dati online: se una persona non vuole più consentire il trattamento dei propri dati personali, e non sussistono motivi legittimi per conservarli, i dati saranno cancellati. Le norme mirano a fornire strumenti ai singoli individui, non a cancellare eventi del passato né a limitare la libertà di stampa.
  • La semplicità di accesso ai propri dati personali viene garantita.
  • Viene istituito il diritto di trasferire liberamente i dati personali da un fornitore di servizi a un altro (portabilità dei dati).
  • Il consenso dovrà essere fornito esplicitamente per alcuni tipi di trattamento di dati
  • Aumenteranno le responsabilità e i doveri di coloro che trattano dati.
  • Dovranno essere nominati responsabili della protezione dei dati per le imprese con più di 250 dipendenti
  • DATA BRIDGE NOTIFICATION: L’azienda ha l’obbligo di avvertire l’autorità di controllo in caso di intrusione di estranei nel sistema informatico e di furto di dati sensibili.Se l’autorità di controllo valuterà che l’azienda non rispetta il regolamento europeo obbligherà l’azienda ad informare i proprietari dei dati rubati.È facile presumere che i proprietari dei dati rubati, una volta informati dei furti, adiranno le vie legali.
  • Dal regolamento spariscono le misure minime di sicurezza che vengono sostituite dal concetto di idoneità che verrà correlato valutando i rischi e secondo nuovi parametri (tra cui il parametro «costo di attuazione»: la multinazionale e la piccola media impresa potranno effettuare scelte diverse)

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Cryptolocker

di Federico Sabolla

La famiglia di virus genericamente definita “cryptolocker” si sta diffondendo in modo esponenziale perché sempre più utenti sono disposti a pagare un riscatto ad organizzazioni criminali pur di recuperare i propri dati.

Ricordo che il Cryptolocker è un virus che cripta tutti i file contenuti nel pc e nella propria rete rendendoli inservibili. Il più delle volte tale virus colpisce dispositivi che aprono allegati mail a prima vista innocue.

I Dati del tuo pc e/o della tua rete informatica sono importanti, immagina se di punto in bianco sparissero!

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È ancora tempo di bronchiti

di Dott. Luciano Sabolla

La bronchite è un’infiammazione delle vie aeree che si manifesta con improvvisa tosse irritativa o produttiva cioè associata ad espettorazione. Anche gli adulti sani possono essere colpiti da bronchite a seguito di un’affezione virale nel periodo invernale, di un mal di gola, di un forte raffreddore, di un’influenza vera e propria oppure dopo una virosi con poca febbre ma debilitante. La bronchite che si instaura in seguito all’attacco virale tende comunque a risparmiare l’individuo che presenta un sistema immunitario respiratorio efficiente e si ripara adeguatamente dalle infreddature. L’inverno è uno dei periodi più a rischio, ma quando gli episodi non si esauriscono entro le tre settimane o recidivano, anche al di fuori del periodo invernale, è necessaria una terapia più impegnativa, ricercando l’eventuale condizione patologica che favorisce l’infiammazione.

La bronchite è un’infiammazione delle vie aeree che può colpire i bronchi di maggior calibro di uno o più distretti anatomici (lobi) in uno o in entrambi i polmoni. Essenzialmente si manifesta con tosse irritativa, accessionale o produttiva. È frequente il cointeressamento della trachea (tracheobronchite) e/o l’associazione alla costrizione secondaria dei bronchi più sottili (broncospasmo) che configura il quadro della bronchite asmatica. Per i pazienti con broncopatia cronica l’autunno e l’inverno rappresentano periodi di riacutizzazioni maggiori. Anche gli adulti sani possono essere colpiti da bronchite successivamente ad un’affezione virale nel periodo invernale, a un mal di gola di qualche giorno, a un forte raffreddore, a un’influenza vera e propria oppure a una virosi con poca febbre ma debilitante. La bronchite che si instaura in seguito all’attacco virale tende comunque a risparmiare l’individuo che presenta un sistema immunitario respiratorio efficiente e si ripara adeguatamente dalle infreddature. La gestione terapeutica delle bronchiti diviene più impegnativa quando gli episodi non si esauriscono entro tre settimane e/o recidivano, anche al di fuori del periodo invernale. In questi casi è indispensabile ricercare l’eventuale condizione patologica che favorisce l’infiammazione delle vie aeree (possono predisporre anche un’anemia sideropenia non trattata, un’alimentazione priva di carne e proteine, una debilitazione in giovani donne causata da prolungato allattamento al seno in gravidanze consecutive). Chi soffre di bronchiti ricorrenti può presentare un’aritmia cardiaca non ancora rilevata (è perciò necessario rivolgersi ad un buon cardiologo). Se il soggetto che lamenta una sindrome tussigena prolungata dovesse soffrire anche di acidità di stomaco, è consigliato il ricorso allo specialista otorinolaringoiatra per verificare la presenza di un’eventuale sofferenza delle mucose delle vie aeree e digestive superiori da reflusso gastro-esofageo (RGE). Questo può allora essere dimostrato con un’esofago-gastroscopia. Talvolta anche una radiografia del torace ben eseguita e valutata rivela una formazione tondeggiante al centro del diaframma, dietro al cuore, compatibile con ernia jatale, che è la principale causa di RGE e di tosse continua. In laboratorio si può riscontrare un aumento delle immunoglobuline totali di tipo E o, meno frequentemente, un’eosinofilia (ossia del numero degli eosinofili nel sangue, i globuli bianchi attivati da reazioni immunologiche molto prolungate). Questo dovrebbe indurre a ricercare un’ostruzione cronica, più o meno estesa, delle fosse nasali e dei seni para-nasali (che poi è la situazione che più frequentemente predispone alle tracheobronchiti ricorrenti). In tale condizione si verifica la discesa di foci patogeni dagli spazi aerei del massiccio facciale verso le vie aeree superiori, probabilmente durante il sonno, quando il meccanismo della deglutizione si intorpidisce. Si sviluppa in questi casi la sindrome sino-bronchiale o sinorinobronchiale, caratterizzata da una persistente tosse produttiva, alleviata solo temporaneamente dagli antibiotici. Esiste una terapia farmacologica efficace, prolungata ma leggera, basata sul dimostrato effetto immunordinatore nell’apparato respiratorio di una determinata classe di antimicrobici, ma poco praticata per la presenza nella letteratura scientifica di sperimentazioni ancora sporadiche. La sindrome sino- bronchiale è infatti una patologia di confine, poco approfondita dagli otorinolaringoiatri, maggiormente tesi agli eventuali provvedimenti interventistici e dagli stessi pneumologi, che rimandano i pazienti con ostruzione nasale persistente allo specialista ORL

 

La piattaforma JAVA (vs le istituzioni italiane).

di Federico Sabolla

Molte minacce informatiche riescono a portare a buon fine i propri intenti criminali sfruttando versioni obsolete delle piattaforme JAVA installate sui pc.

Alcuni utenti non comprendono il motivo per cui le nuove release di JAVA vengano pubblicate così spesso, molti altri -pur consci del pericolo che corrono- preferiscono non aggiornare l’applicativo sulla propria macchina, o addirittura lasciano installate diverse versione di Java; perché? Proviamo a rispondere a queste domande:

1) le release di JAVA vengono pubblicate così spesso perché ad ogni rilascio i criminali informatici studiano a fondo l’applicativo per trarre vantaggio da eventuali bugs o nuove caratteristiche introdotte. È inoltre opportuno segnalare che le fix introdotte spesso evidenziano le carenze delle versioni precedenti.

2) perché molti utenti non aggiornano i propri pc con l’ultima versione di JAVA? La risposta è semplicissima. Molti programmi, spesso messi a disposizione dalle istituzioni, non funzionano o non sono compatibili con l’ultima versione di JAVA. Prendiamo ad esempio il programma ENTRATEL messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il programma funziona con Jre-1.7.x o versioni precedenti mentre Oracle ha già da tempo rilasciato Versione 8 Update 77. Questa situazione induce la maggior parte degli utenti Entratel a non aggiornare assolutamente la propria piattaforma JAVA per non incappare in errori bloccanti nell’utilizzo del software dell’Agenzia delle Entrate. Chiedere all’Agenzia delle Entrate di adeguarsi -in tempi rapidi- agli standard mondiali di sicurezza informatica ad oggi è un tentativo nobile, ma inutile.

L’”utente informatico evoluto” agisce nel seguente modo:

  • Non tenta neanche ad interfacciarsi con l’Agenzia delle Entrate
  • Aggiorna la piattaforma JAVA all’ultima versione rilasciata da Oracle e disinstalla tutte le precedenti
  • Visualizza le cartelle nascoste.
  • Rinomina la cartella nascosta JAVAPATH che di solito si trova al seguente path: C\ProgramData\Oracle\Java\JAVAPATH

In conclusione i miei consigli per aumentare la sicurezza della propria rete aziendale sono:

Costringere TUTTI gli utenti a scegliere se non installare Java sul proprio pc o installare SOLO l’ultima versione spiegando e formando gli scettici sui motivi di tali scelte

Nel caso in cui si incontrino incompatibilità chiedere al produttore del software di aggiornare immediatamente il proprio prodotto

Nel caso in cui il punto precedente non sia percorribile cambiare prodotto o aggirare l’ostacolo.

DESKTOP TELEMATICO – GUIDA INSTALLAZIONE

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